Kubernetes elimina funzionalità obsolete e rilascia Metrics API in versione stabile

Kubernetes 1.37 elimina funzionalità obsolete e rilascia Metrics API in versione stabile, migliorando la stabilità e la scalabilità.

Kubernetes 1.37 elimina funzionalità obsolete e rilascia Metrics API in versione stabile, migliorando la stabilità e la scalabilità
Kubernetes 1.37 elimina funzionalità obsolete e rilascia Metrics API in versione stabile, migliorando la stabilità e la scalabilità

Kubernetes 1.37, rilasciato il 26 agosto 2026, ha visto l’eliminazione di funzionalità obsolete come kube-dns, IPVS e cgroup v1, accompagnata dall’approvazione definitiva della Metrics API, rimasta in beta per nove anni. L’aggiornamento, denominato “Garhwal” in onore della regione indiana di Uttarakhand, include 67 modifiche, tra cui 16 funzionalità stabilizzate, 23 in fase beta e 27 nuove in fase alfa. L’obiettivo principale del rilascio è migliorare la stabilità e la scalabilità del sistema, riducendo il carico di lavoro per gli sviluppatori e gli amministratori.

Metrics API in versione stabile

La Metrics API, che ha seguito un percorso di sviluppo lungo nove anni, è finalmente stata rilasciata in versione stabile. Questo passo è stato reso necessario da una regola interna del Cloud Native Computing Foundation (CNCF), che impone che ogni API in fase beta non possa rimanere in stato di prova per più di tre versioni minori. La Metrics API, utilizzata per monitorare l’uso di CPU e memoria nei nodi e nei pod, è ora disponibile in versione v1, garantendo una maggiore affidabilità e compatibilità con strumenti di sicurezza e automazione.

Eliminazione di funzionalità obsolete

Il rilascio 1.37 ha anche visto l’eliminazione di componenti obsoleti, come kube-dns, IPVS e cgroup v1. kube-dns, il server DNS originale di Kubernetes, è stato sostituito da CoreDNS, diventato il componente predefinito da Kubernetes v1.13. IPVS, un load balancer introdotto per risolvere i limiti di iptables, non è più supportato a partire da Kubernetes 1.43, con nftables come alternativa. Inoltre, cgroup v1, la versione iniziale dei control groups, è stato rimosso, mentre cgroup v2 offre una gestione più fine delle risorse dei contenitori.

Questi cambiamenti mirano a ridurre la complessità del sistema e a migliorare l’efficienza. Ad esempio, il supporto per cgroup v1 sarà interrotto a partire da Kubernetes 1.40, con una soluzione temporanea disponibile per un periodo limitato. L’eliminazione di queste funzionalità obsolete permette a Kubernetes di concentrarsi su soluzioni più moderne e scalabili, adatte a un’infrastruttura cloud-native sempre più complessa.

Il rilascio include anche nuove funzionalità, tra cui il checkpoint e il restore a livello di pod (Kubernetes Enhancement Proposal 5823), introdotti come Alpha. Questa caratteristica permette di salvare lo stato di un pod e di ripristinarlo in un momento successivo, utile per scenari di backup e recupero. Inoltre, HPAScaleToZero, un’aggiornamento del Horizontal Pod Autoscaler, permette di ridurre automaticamente il numero di pod a zero quando non sono necessari, migliorando l’efficienza delle risorse.

Un altro miglioramento riguarda la gestione del thundering herd durante l’avvio e la ripresa del server API, grazie alla funzionalità “Resilient Watch Cache Initialization” (KEP #4568). Questa soluzione evita che il kube-apiserver si blocchi su richieste di watch lunghe o che sovraccarichino il database etcd. Inoltre, KYAML (KEP 5295), un sottoinsieme di YAML che rispetta le norme di Kubernetes, rende i manifesti più leggibili e compatibili con strumenti esterni, senza modificare le configurazioni esistenti. Kubernetes continua a essere un motore chiave per il lavoro con l’Intelligenza Artificiale, con il CNCF che segnala che il 66% delle organizzazioni che ospitano modelli generativi utilizzano Kubernetes per gestire i carichi di lavoro di inferenza. Questo rilascio rappresenta un ulteriore passo avanti verso una piattaforma più stabile, scalabile e adatta a un’infrastruttura cloud-native sempre più complessa.