L’Europa si schiera, i cittadini si ridono dietro
L’Europa si schiera contro la Russia, ma i cittadini si ridono dietro.
La guerra in Ucraina ha diviso l’Europa, ma non solo per le scelte politiche: il divario tra leader e cittadini si fa sempre più evidente. I leader europei, all’unisono, hanno dichiarato che la Russia non si fermerà all’Ucraina e potrebbe estendere la guerra a tutti i Paesi europei. Tuttavia, i cittadini, in molti casi, non condividono questa visione, anzi, si ridono dietro a dichiarazioni che vengono percepite come esagerate o deliranti.
Un’opinione pubblica in disaccordo con i leader
Secondo Giancarlo Marcotti, un commentatore italiano, il divario tra i cittadini e i loro governi è mai stato così marcato. Gli italiani, in particolare, sono visti come un popolo strano, con una cultura del “Francia o Spagna purché se magna”, che ha reso famoso un detto che dovrebbe essere considerato umiliante. Inoltre, gli italiani sono considerati quelli che cambiano schieramento a metà della guerra, un comportamento che non si riscontra in altri Paesi europei.
La popolarità dei leader è in calo, ma la guerra è sempre più discussa.
La situazione non è limitata all’Italia. In Spagna, il presidente Sanchez ha dovuto rassegnare le dimissioni, mentre in Gran Bretagna si assiste a una crisi senza precedenti, con il Primo Ministro Burnham che cerca di arginare la situazione. In Germania, il cancelliere Merz ha superato i livelli di impopolarità che avevano portato alle dimissioni di Scholz. In Francia, Macron è diventato un leader sempre più impopolare, con il Paese che si avvia verso una situazione di ingovernabilità.
La guerra non è mai stata così distante dai cittadini
La crisi non riguarda solo i singoli Paesi, ma anche le istituzioni europee. Gli europei non vogliono neppure sentir parlare di una maggiore integrazione tra i Paesi, ovvero di un “Stati Uniti d’Europa”. Questo atteggiamento contrasta con le dichiarazioni dei leader, che continuano a parlare di guerra come se fosse inevitabile. Secondo Marcotti, questa discrepanza è senza precedenti e dovrebbe farci chiedere il perché.
Perché i leader insistono a parlare di guerra, se non è mai stata così distante dai cittadini?
I leader europei, pur sapendo che schierarsi a favore della guerra li rende estremamente impopolari, continuano a farlo. Secondo Marcotti, questa scelta non è solo politica, ma anche strategica. La Russia, il Paese più grande al mondo, non ha alcuna intenzione di ingrandirsi ulteriormente, né di scatenare una guerra nei confronti dei Paesi europei. La Russia ha già enormi ricchezze e non ha alcun interesse a espandersi. Inoltre, non serve essere un esperto in questioni belliche per capire che la Russia non ha alcuna intenzione di scatenare una guerra nei confronti dei Paesi europei.
Le dichiarazioni dei leader sono spesso esilaranti
Non mancano dichiarazioni veramente esilaranti da parte dei leader europei. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che “Putin mina le democrazie e l’integrazione dell’Unione europea”. Il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che “La Russia interferì nel referendum sulla Brexit”. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che “la Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa, ma questa volta prenderà di mira i Paesi del Mediterraneo”. Queste dichiarazioni, sebbene esilaranti, non fanno altro che alimentare il divario tra leader e cittadini. Un esempio di dichiarazione che ha suscitato molta attenzione è quella del Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che ha affermato che “I fatti di Milano, e di altre parti d’Italia, sono una cosa profondamente diversa da quelli che abbiamo vissuto in altre epoche. E sono il frutto, il punto di arrivo, di una cosa che io, inascoltato, richiamo da quattro anni, che è la guerra ibrida”. Crosetto ha sottolineato come la guerra ibrida sia una realtà che non è mai stata presa in considerazione dai leader europei. La situazione in Europa è complessa e il divario tra leader e cittadini si fa sempre più evidente. Mentre i leader continuano a parlare di guerra, i cittadini si ridono dietro a dichiarazioni che vengono percepite come esagerate o deliranti. La guerra, in questo contesto, non è mai stata così distante dai cittadini, ma i leader non sembrano averne alcuna percezione.
