Papa Leone XIV ringrazia i fedeli per il sostegno delle preghiere
Papa Leone XIV ringrazia i fedeli per il sostegno delle preghiere durante l’udienza generale dopo il ricovero.
Dopo otto giorni di convalescenza dall’intervento al Policlinico Gemelli per un adenocarcinoma polmonare, Papa Leone XIV ha fatto ritorno in piazza San Pietro per la prima udienza generale dopo il ricovero. Nonostante la pioggia battente su Roma, la folla straripante di fedeli ha accolto il Santo Padre con applausi e battimani, dimostrando un sostegno incondizionato. Il Papa, nonostante la convalescenza, ha fatto il suo ingresso sulla papamobile aperta ai lati e coperta solo nella parte superiore per ripararsi dalla pioggia, segnando un completo ritorno alla normalità.
Un ringraziamento alle preghiere dei fedeli
“La prima cosa che vorrei dirvi è grazie: grazie per il sostegno delle vostre preghiere”, ha detto il Papa, aprendo la sua catechesi. L’udienza, tenuta a braccio, è stata un momento di riconciliazione con la comunità, con un’atmosfera carica di emozione e speranza. La folla, che aveva congestionato i varchi d’accesso già da un’ora prima dell’appuntamento, ha scandito il nome del Papa in diverse lingue, dimostrando un’adesione senza precedenti.
La santità e la sua verifica storica
Durante l’udienza, il Papa ha anche sottolineato l’importanza della santità canonizzata, richiamando la necessità di testimonianze autentiche e credibili. “La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana”, ha detto, ricordando che fu Papa Pio XI a istituire la Sezione Storica all’interno della Sacra Congregazione dei Riti. “Anche la trattazione delle cause recenti non può prescindere da una verifica seria e rigorosa di tutto il materiale raccolto”, ha aggiunto, sottolineando che il fine delle cause dei santi è far emergere l’esemplarità e la spiritualità dei candidati agli altari. Il Papa ha anche parlato del sacramento del matrimonio, proseguendo il ciclo di catechesi sulla Gaudium et Spes. “Il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare”, ha detto, ricordando che il matrimonio è una “reciproca donazione dell’uomo e della donna”. “Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della tenerezza e della dedizione reciproca.
Un appello per la promozione del matrimonio e della famiglia
“Collaborare alla promozione del matrimonio e della famiglia”, ha detto il Papa, rivolgendosi a tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale. “Quest’impegno è più che mai urgente”, ha aggiunto, ricordando la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alle Assemblee sinodali volute da Papa Francesco. “La Chiesa lo sa bene”, ha sottolineato, “come dimostra la duplice Assemblea sinodale sulla quale sono ritornati i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali”.
Il Papa ha anche ribadito che “i figli sono il dono più eccellente del matrimonio”, sottolineando l’importanza della protezione della vita umana. “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, ha detto, scongiurando l’aborto e l’infanticidio. “Gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima”, ha concluso, rafforzando il legame tra matrimonio, famiglia e società.
