L’Università di Palermo entra nel network del Centro Nazionale ICSC per sviluppare tecnologie digitali avanzate
L’Università di Palermo aderisce al Centro Nazionale ICSC per promuovere innovazione e ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing.
L’Università degli Studi di Palermo ha aderito al Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing (HPC), Big Data e Quantum Computing (ICSC), entrando a far parte della compagine pubblico-privato della Fondazione ICSC. L’evento, svoltosi a Palermo il 1 ottobre 2026, segna un passo importante per la collaborazione tra l’ateneo e il Centro, che si propone come infrastruttura strategica per la ricerca e l’innovazione in Italia. L’adesione dell’Università di Palermo si colloca in un contesto di crescita e sviluppo del settore delle tecnologie digitali avanzate, con l’obiettivo di potenziare la capacità di ricerca e di trasferimento tecnologico.
Un passo verso l’innovazione e la collaborazione strategica
L’ingresso dell’Università di Palermo nel network del Centro Nazionale ICSC rappresenta una collaborazione strategica volta a consolidare e valorizzare i risultati raggiunti negli anni passati. L’ateneo, noto per le sue competenze nel calcolo avanzato, nell’analisi ad alte prestazioni dei dati e nell’Intelligenza Artificiale, si unisce a un progetto che ha già visto la realizzazione di oltre 100 progetti di ricerca, 70 progettualità a guida industriale e la produzione di oltre 3.700 pubblicazioni scientifiche. Questo accordo apre la porta a nuove sinergie tra università, imprese e pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di trasformare i risultati in strumenti concreti per il sistema produttivo e per la ricerca scientifica.
La collaborazione tra l’Università di Palermo e il Centro Nazionale ICSC si basa su una visione condivisa: trasformare i risultati della ricerca in strumenti utili per il Paese, promuovendo l’innovazione e la competitività tecnologica. L’obiettivo è rendere il supercalcolo una risorsa strategica per la ricerca e per l’industria, garantendo un uso responsabile delle risorse, anche sul piano energetico. L’Università di Palermo, con il sostegno del PNRR, ha investito in infrastrutture di calcolo avanzato e ora si propone come partner chiave per ulteriori sviluppi.
Un ecosistema nazionale per l’innovazione
NATO nel 2022 nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il Centro Nazionale ICSC si propone come una delle più importanti iniziative italiane dedicate allo sviluppo delle tecnologie digitali avanzate. L’infrastruttura, che integra Cloud Computing, HPC e Quantum Computing, è stata costruita in poco più di quattro anni e ha già dimostrato la sua capacità di mettere in rete università, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni. L’Università di Palermo, con la sua infrastruttura di High Performance Computing realizzata nel 2024, si unisce a questa rete, contribuendo a rendere Palermo un punto di riferimento per la ricerca computazionale avanzata nel Mezzogiorno.
La collaborazione tra l’Università di Palermo e il Centro Nazionale ICSC si basa su una visione condivisa: trasformare i risultati della ricerca in strumenti utili per il Paese, promuovendo l’innovazione e la competitività tecnologica. L’obiettivo è rendere il supercalcolo una risorsa strategica per la ricerca e per l’industria, garantendo un uso responsabile delle risorse, anche sul piano energetico. L’Università di Palermo, con il sostegno del PNRR, ha investito in infrastrutture di calcolo avanzato e ora si propone come partner chiave per ulteriori sviluppi.
“La decisione dell’Università degli Studi di Palermo di aderire alla Fondazione ICSC conferma ancora una volta la portata del lavoro svolto dal Centro Nazionale in questi anni”, ha dichiarato Antonio Zoccoli, Presidente del Centro Nazionale ICSC. “In un arco di tempo relativamente breve siamo riusciti ad affermarci come una piattaforma abilitante e attrattiva per la ricerca e l’innovazione dell’intero sistema Paese, costruendo infrastrutture, competenze e collaborazioni che oggi rappresentano un patrimonio strategico per l’Italia.”
