Malaria aeroportuale: come si trasmette e cosa fare se si ha sintomi

A Francoforte sei lavoratori sono risultati infetti da malaria, uno dei quali è morto. L’infezione è probabilmente arrivata via zanzara infetta su un aereo.

Lavoratori dell’aeroporto di Francoforte con sintomi di malaria, zanzara infetta catturata in trappole, analisi per determinarne origine
Lavoratori dell’aeroporto di Francoforte con sintomi di malaria, zanzara infetta catturata in trappole, analisi per determinarne origine

Il caso di Francoforte ha riportato alla luce la rara forma di malaria detta «aeroportuale», che si verifica quando una zanzara infetta arriva accidentalmente in un Paese non endemico. Sei lavoratori dell’aeroporto sono risultati infetti, uno dei quali è morto, e la causa sembra essere una zanzara Anopheles proveniente da un’area in cui la malaria è endemica. L’episodio, che si ripete dopo il caso del 2023, ha suscitato preoccupazioni ma non allerta generale per l’Italia.

La malaria aeroportuale e il rischio per la popolazione

La malaria aeroportuale si verifica quando una zanzara infetta viene trasportata accidentalmente da un aereo, spesso nella stiva o tra le merci, e poi punto una persona. L’ECDC distingue questa forma dall’«aeroportuale» da bagaglio, in cui l’insetto arriva insieme a un bagaglio. Entrambi sono eventi rari, ma possono verificarsi in contesti di forte movimento internazionale. A Francoforte, le autorità hanno installato trappole per catturare le zanzare, che saranno analizzate per determinarne l’origine e la specie.

Non c’è un vaccino, ma la chemioprofilassi è la prevenzione principale.

La malaria non si trasmette da uomo a uomo, ma attraverso la puntura di zanzare infette. La forma più pericolosa è quella causata da Plasmodium falciparum, che può evolvere rapidamente in complicanze gravi, come insufficienza d’organo o danni neurologici, se non riconosciuta e trattata tempestivamente. L’infettivologo Fabrizio Pregliasco ha chiarito che i lavoratori infetti a Francoforte non rappresentano un rischio per la popolazione italiana, poiché la malaria non si diffonde normalmente da persona a persona.

La diagnosi e il trattamento della malaria

La diagnosi della malaria si effettua attraverso l’esame del sangue, con microscopia o test rapidi, e la terapia dipende dalla specie di Plasmodium e dalla gravità della malattia. Per Plasmodium falciparum, vengono utilizzate combinazioni di farmaci a base di derivati dell’artemisinina, mentre in casi gravi è necessario un ricovero ospedaliero. «Il vero problema è non perdere tempo nella diagnosi», ha sottolineato Pregliasco, poiché una malaria non riconosciuta può evolvere rapidamente in condizioni critiche.

La chemioprofilassi è essenziale per chi viaggia in aree endemiche.

Non esiste un vaccino per la malaria, ma la chemioprofilassi è la forma di prevenzione più efficace. I farmaci antimalarici devono essere assunti per tutto il periodo di esposizione, in base alle indicazioni mediche e al rischio di contatto con l’infezione. L’importanza della sorveglianza negli aeroporti e la consapevolezza dei medici sono fondamentali per riconoscere tempestivamente i sintomi, anche in persone che non hanno viaggiato in aree endemiche.

  • La malaria non si trasmette da uomo a uomo.
  • La forma più grave è causata da Plasmodium falciparum.
  • La chemioprofilassi è la prevenzione principale.
  • La diagnosi tempestiva è cruciale per evitare complicanze.

Il caso di Francoforte è un esempio raro di come una zanzara infetta possa viaggiare per migliaia di chilometri e causare infezioni lontano dalle aree tropicali. Tuttavia, non rappresenta un allarme per l’Italia, ma un monito per mantenere alta la vigilanza e la consapevolezza su una malattia che, se non riconosciuta, può essere fatale.