Marcello Indraccolo, l’avvocato che portò Pelè a Lecce e rilanciò il calcio salentino
L’avvocato Marcello Indraccolo, presidente del Lecce, portò Pelè in Salento e rilanciò il calcio locale negli anni Sessanta.

Marcello Indraccolo, avvocato e presidente del Lecce, è ricordato come una figura chiave nella storia del calcio salentino. NATO a Lecce nel 1917, Indraccolo ha lasciato un segno indelebile nella gestione della società giallorossa negli anni Sessanta, portando il club a nuovi livelli di prestigio e visibilità. Tra i suoi traguardi più significativi, la partita con la squadra brasiliana del Santos, in cui giocava il più grande calciatore di tutti i tempi, Pelè. L’evento, che si tenne il 24 giugno 1967, fu un momento di grande entusiasmo per i tifosi locali e un simbolo della crescita del calcio salentino.
Un presidente attento e visionario
Indraccolo, nominato commissario straordinario del Lecce nel 1966, si impegnò in un’organizzazione completa della società, rinnovando la squadra e riorganizzando l’assetto societario su basi moderne. L’estate del 1966 fu particolarmente impegnativa, con l’obiettivo di portare il Lecce al nuovo stadio Via del Mare. La prima partita al nuovo impianto fu un successo, con il Lecce che sconfisse il Taranto per 1-0. L’inaugurazione ufficiale avvenne il 2 ottobre 1966, con un derby che vide la vittoria giallorossa.
Indraccolo convinse Eugenio Bersellini a smettere di giocare e lo fece esordire sulla panchina giallorossa proprio nella prima partita in campo neutro (ad Andria) contro il Pescara. Il 13 aprile nel derby col Taranto c’era stata un’invasione del campo con il Taranto che vinceva per 1-0 e il Via del Mare fu squalificato per tre giornate. La sua gestione fu caratterizzata da una serie di successi, tra cui un quarto posto nella stagione 1967-68 e un quinto posto nella stagione 1968-69.
La partita con Pelè e l’affronto dell’Argentina B
Un altro momento di grande rilevanza fu la partita contro la squadra brasiliana del Santos, in cui Pelè giocò e il Lecce vinse per 5-1. L’evento, che si tenne davanti a ventimila spettatori, fu un simbolo di prestigio per la città. Non meno significativo fu l’incontro con l’Argentina B, che terminò in parità. Questi eventi rappresentarono un’espansione internazionale del calcio salentino, con Indraccolo che dimostrò una capacità di gestione e visione unica.
Indraccolo non si limitò a gestire la squadra, ma anche a promuovere il calcio locale. Tra i giocatori che si distinsero sotto la sua guida, ci furono nomi come Michele Lo Russo, che diventò un simbolo del Lecce. La sua gestione fu riconosciuta a livello nazionale, con il Lecce che si affermò come una squadra di prestigio. Indraccolo fu un presidente che non solo gestì la squadra, ma anche la sua immagine e la sua crescita. Indraccolo lasciò il Lecce il 30 marzo 1971, lasciando un’eredità duratura. La sua figura è ricordata come un imprenditore visionario e un gentiluomo, che contribuì a far crescere il calcio salentino e a farlo conoscere a livello nazionale. La sua gestione fu un periodo di crescita e di prestigio per il Lecce, con risultati sportivi e una gestione attenta che lo distinse come uno dei migliori presidenti della storia del club.
