Medico di Muravera si dedica alla diabetologia per i pazienti del territorio

Medico di Muravera si dedica alla diabetologia per i pazienti del territorio, in un contesto di carenza di personale.

Medico di Muravera si dedica alla diabetologia per i pazienti del territorio, in un contesto di carenza di personale
Medico di Muravera si dedica alla diabetologia per i pazienti del territorio, in un contesto di carenza di personale

Il medico specialista Jacopo Salvatore Bulla ha deciso di dedicare otto ore al mese, due ore a settimana, alla diabetologia in un territorio dove il diabete è diffuso e la popolazione è anziana. La scelta di Bulla, originario di Muravera, arriva dopo un vuoto di servizio che ha messo in difficoltà i pazienti del Poliambulatorio di Orroli. La decisione è stata resa possibile grazie all’iniziativa del sindaco Alessandro Boi, che ha contattato personalmente il dottor Bulla, disponibile nonostante il carico di impegni in altre sedi. La collaborazione ha permesso ai residenti di tornare a beneficiare di un servizio fondamentale, pur affrontando un viaggio di circa 70 minuti all’andata e altrettanti al rientro.

Un impegno per il territorio

La passione e l’amore per il lavoro hanno spinto Bulla a dedicarsi a zone dove i problemi della sanità sono evidenti, come Sorgono, Gavoi, Laconi e Burcei. La sua attività si estende anche a istituti penitenziari come Badu ’e Carros e Uta, e da qualche tempo include anche Sadali. «Sono una persona curiosa», ha detto Bulla, «e mi è sempre piaciuto conoscere i territori della nostra Isola». Le comunità interne affrontano le sfide legate alla distanza, ma custodiscono una ricchezza fatta di tradizioni, cultura e senso di appartenenza.

La mancanza di personale e le soluzioni

La Diabetologia del Poliambulatorio era scoperta da novembre, causando difficoltà ai pazienti, soprattutto per la lontananza e i costi per raggiungere altre sedi. Il sindaco Boi ha chiesto un nuovo bando per coprire il servizio, ma è risultato deserto. A quel punto, si è scelta una strada diversa: contattare direttamente Bulla, che ha accettato di collaborare. «Ho trovato persone che hanno bisogno di essere ascoltate», ha concluso il medico. La soluzione, però, non è solo la buona volontà: «Manca un accordo integrativo regionale per la specialistica ambulatoriale che preveda incentivi specifici per le sedi disagiate», ha sottolineato.

Il diritto a una sanità equa non è solo un concetto. «Credo profondamente che ogni cittadino abbia diritto alla stessa qualità di assistenza sanitaria indipendentemente da dove viva», ha dichiarato Bulla. Tuttavia, il diritto non è garantito solo grazie alla buona volontà dei professionisti. La sanità territoriale richiede strumenti concreti. «Valorizzare chi sceglie di lavorare in questi territori non significa fare un favore ai medici ma creare le condizioni affinché i cittadini possano continuare ad avere accesso a cure di qualità», ha aggiunto. La situazione richiede un riconoscimento economico che renda sostenibile nel tempo un impegno tanto gravoso.