Nuovo processo per diffamazione: l’ex pm Maria Angioni a Monza

Nuovo processo per diffamazione: l’ex pm Maria Angioni a Monza

Nuovo processo per diffamazione: l’ex pm Maria Angioni a Monza
Nuovo processo per diffamazione: l’ex pm Maria Angioni a Monza

Il processo per diffamazione tra l’ex pm Maria Angioni e l’ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo si sposta a Monza. La procura della repubblica di Monza ha infatti citato a giudizio l’ex pm, dopo che la Suprema Corte aveva disposto la trasmissione degli atti per competenza territoriale. La prima udienza è fissata per il 16 giugno 2026 davanti al giudice monocratico del tribunale brianzolo. L’episodio risale a un’intervista rilasciata nel 2021 durante il programma Mattino Cinque di Canale 5, in cui Angioni aveva accusato Tumbiolo e altri colleghi di errori e omissioni durante le indagini sul sequestro di Denise Pipitone.

Le indagini su Denise Pipitone e le accuse dell’ex pm

Maria Angioni, quando era pm a Marsala, dal settembre 2004 al luglio 2005, coordinò le indagini sul sequestro della piccola Denise Pipitone, scomparsa a Mazara del Vallo (Trapani) il primo settembre 2004. Nella primavera del 2021, la Procura di Marsala riaprì l’indagine, e Angioni, difesa dagli avvocati Stefano Giordano e Giovanbattista Lauricella, intervenne in un programma televisivo, accusando Tumbiolo e altri colleghi di aver commesso errori e omissioni. Tra i fatti citati, una perquisizione nell’abitazione di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, che sarebbe stata effettuata in un appartamento sbagliato, seppur della stessa palazzina.

La condanna e il ricorso alla Cassazione

Tumbiolo, però, non aveva partecipato a quella perquisizione e, al momento dell’operazione, era sospeso dal servizio. Nel processo svoltosi a Marsala, l’ex pm aveva chiesto scusa a Tumbiolo per le dichiarazioni rilasciate. Tuttavia, ciò non fu sufficiente ad evitargli la condanna per diffamazione. Il 10 dicembre 2024, il giudice, oltre ad infliggerle quattro mesi di reclusione, la condannò anche al pagamento delle spese processuali e a una provvisionale di tremila euro in favore dell’ex ispettore di polizia, parte civile nel procedimento con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe De Luca, del foro di Trapani.

Ora la partita giudiziaria si sposta a Monza, dove la competenza territoriale è stata riconosciuta alla procura della repubblica. L’episodio rappresenta un ulteriore sviluppo del caso Denise Pipitone, che ha visto coinvolgere diversi soggetti e istituzioni, con un’attenzione particolare alle dinamiche interne alle indagini e alle responsabilità legali derivanti da dichiarazioni pubbliche.

La trasmissione degli atti ha spostato il processo a Monza, dove la competenza territoriale è stata riconosciuta. L’interesse per il caso è legato al ruolo svolto da Angioni durante le indagini iniziali e alle dichiarazioni che hanno suscitato contestazioni. La prossima udienza potrebbe aprire nuove dinamiche nel processo, con un’attenzione particolare alle prove e alle contestazioni avanzate dagli avvocati delle parti.

Il caso rimane un esempio di come le dichiarazioni in ambito pubblico possano generare conseguenze legali, anche se il contesto è complesso e coinvolge diversi livelli di competenza e responsabilità. La prossima udienza a Monza potrebbe aprire nuove dinamiche nel processo, con un’attenzione particolare alle prove e alle contestazioni avanzate dagli avvocati delle parti.

  • Denise Pipitone, la piccola scomparsa nel 2004
  • Angioni, ex pm accusata di diffamazione
  • Tumbiolo, ispettore di polizia danneggiato

La trasmissione degli atti ha spostato il processo a Monza, dove la competenza territoriale è stata riconosciuta. L’interesse per il caso è legato al ruolo svolto da Angioni durante le indagini iniziali e alle dichiarazioni che hanno suscitato contestazioni. La prossima udienza potrebbe aprire nuove dinamiche nel processo, con un’attenzione particolare alle prove e alle contestazioni avanzate dagli avvocati delle parti.