Oliver Blume: il futuro di Volkswagen non può dipendere solo dalle esportazioni

Il CEO di Volkswagen sottolinea la necessità di un’industria europea più competitiva e resiliente.

Oliver Blume, CEO del gruppo Volkswagen, ha lanciato un messaggio chiaro durante il Salone di Parigi 2026: il futuro del gruppo non può dipendere solo dai benefici delle esportazioni. L’industria automobilistica europea, a cui il gruppo appartiene, si trova in una situazione di forte pressione, con margini di profitto sempre più difficili da raggiungere a causa di regolamenti sempre più stringenti, un mercato che non ha ancora recuperato le cifre pre-pandemia e l’ingresso di decine di marchi cinesi, che rappresentano il 10,7% del mercato totale.

Un modello di business obsoleto

Blume ha riconosciuto che il modello di business che ha reso possibile la crescita di molti produttori europei, specialmente tedeschi, è ormai quasi disallineato con le nuove realtà del mercato. L’azienda, pur rimanendo leader in Europa, sta aggiornando la sua gamma elettrificata, ma il dipendere solo dalle esportazioni non è più sostenibile. I numeri del 2026 indicano una riduzione di oltre un milione di veicoli ogni mese, un calo che ha un impatto significativo sul mercato.

La sfida della competitività

Il CEO ha sottolineato che la competitività in Europa non può più basarsi solo sui vantaggi derivanti dalle esportazioni. I margini di profitto sono in declino, e i produttori devono trovare nuove strategie per rimanere in piedi. La pressione è particolarmente forte per Volkswagen, che ha iniziato una ristrutturazione che, purtroppo, porterà alla perdita di migliaia di posti di lavoro in Germania. Non si può più contare solo su Cina o Stati Uniti, dove le condizioni commerciali sono sempre più complesse.

La concorrenza cinese e la sostenibilità

La crescita del mercato cinese ha portato a una struttura di produzione molto estesa, che si è rivelata sovradimensionata. Questo ha creato una sovracapacità che, in alcuni casi, supera quella delle fabbriche europee. La Cina ha prodotto così tanti veicoli che il mercato è diventato saturo, con conseguenze negative sulle matricolazioni. Il gruppo Volkswagen, come altri grandi produttori, deve trovare soluzioni per ridurre i tempi di sviluppo senza compromettere la qualità del prodotto.

Le alianze strategiche

Blume ha riconosciuto che il futuro del gruppo dipende anche dalle alianze con partner esterni, come Xpeng o Gotion, con cui si è già formato un accordo nel 2023. La futura produzione di batterie a Sagunto potrebbe rappresentare un passo avanti per la sostenibilità e la competitività. Tuttavia, il tempo darà risposte a molte domande: come integrare queste soluzioni senza perdere la qualità? Come ridurre i costi senza compromettere la reputazione del prodotto? Il CEO di Volkswagen ha anche inviato un messaggio diretto ai legislatori dell’Unione Europea, chiedendo una legislazione più flessibile e favorevole ai produttori locali. L’obiettivo è garantire una base industriale solida, con incentivi per la produzione locale e politiche come la “Made in Europe”. Questi passi potrebbero attrarre anche i produttori cinesi a stabilirsi in Europa, contribuendo a un mercato più diversificato e competitivo.