Le pagelle di Cardinale e l’effetto boomerang sul Milan: un caso di tensione interna

Le pagelle di Gerry Cardinale e l’effetto boomerang sul Milan: un caso di tensione interna e critiche al management.

Un caso di tensione interna al Milan

Le pagelle di Gerry Cardinale, il giornalista italo-americano milanista, hanno suscitato un dibattito interno al club. Il suo commento, pubblicato su un canale dedicato, ha messo in luce alcune critiche nei confronti del management e del team tecnico. Il testo, che ha suscitato reazioni, ha sottolineato l’impossibilità per l’ufficio stampa del Milan di smentire le pagelle, a causa dell’autorevolezza della fonte. Il messaggio iniziale è stato interpretato come un segno di solidarietà verso l’ufficio stampa, che si trova in una posizione difficile. Il primo commento è un messaggio di solidarietà autentica nei confronti dell’ufficio stampa del Milan che si ritroverà nell’impossibilità di smentire quegli appunti velenosi perché consapevoli dell’autorevolezza della fonte.

Le critiche al mercato e alle scelte tecniche

Tra le accuse, si segnala la critica nei confronti di Rabiot, che ha segnato il gol del Sassuolo. Nonostante la sua prestazione, il giocatore è stato oggetto di commenti infondati. Inoltre, si evidenzia una tendenza a bocciare scelte precedenti, piuttosto che valutarle in modo oggettivo. Il rendimento positivo di alcuni prestiti, come Fofana e Nkunku, sembra indicare una strategia più orientata a rinnovare il discorso che a valutare in modo tecnico. Questo ha suscitato preoccupazioni sulle decisioni prese sul mercato estivo. PS: il rendimento per ora molto positivo di alcuni prestiti (Fofana, Nkunku, Athekame) dimostra poi che talune scelte sul mercato estivo sembrano suggerite più dalla voglia di “bocciare” il precedente che da accurate valutazioni tecniche.

Le pagelle di Cardinale e l’effetto boomerang sul Milan: i suoi giudizi diventano un caso.

Le pagelle di Cardinale e l’effetto boomerang sul Milan: i suoi giudizi diventano un caso. Va bene licenziare in poche ore tutto il management del Milan dopo la mancata Champions (senza interrogarsi sui mancati rinforzi reclamati per il mercato del gennaio precedente). Va bene poi puntare sulle seconde linee in attesa di scegliere i titolarissimi dell’area tecnica che al momento non sono ancora a lavoro. Va benissimo aver dimostrato, con i fatti (mercato ricco più presenza fissa a Milanello e a San Siro), di voler finalmente gestire in prima persona il club nell’intento dichiarato (ogni riferimento al cappellino esibito sabato scorso a Milanello è dovuto) di riportarlo all’antico splendore. Il ruolo di James Fontanella-Khan nel dibattito

Il secondo commento è destinato a James Fontanella-Khan, giornalista, italo-americano, milanista della prima ora a sentire i suoi ricordi d’infanzia, scelto da Gerry Cardinale per guidare il fronte che gli ha procurato e gli procura tuttora il maggior numero di critiche e di affanni con ricadute inevitabili presso il popolo dei tifosi. Il professionista, che si è presentato sabato scorso a Milanello, entrerà ufficialmente in carica il 2 novembre ma è possibile che – se dovesse continuare questa deriva auto-lesionistica – si ritrovi alle prese con le pareti di Milanello piene di martellate capaci di ammaccare anche una struttura gigante. Tra l’altro le pagelle in questioni segnalano anche un pericoloso istinto “tafazziano”.

Per chiudere: si può essere insoddisfatti quindi della prova di Reggio Emilia, si può anche far sapere ad Amorim che la fiducia è rimasta intatta, ma tutto questo senza prendere a martellate lo spogliatoio. La storia del calcio italiano dimostra che le pagelle dei club si confezionano a fine stagione e con l’avallo della parte tecnica. Va persino bene lamentarsi per qualche decisione dell’arbitro di Sassuolo-Milan risultata poco convincente sia agli occhi dei moviolisti che dello stesso Orsato (Laurienté su Gila e la trattenuta in area su Ramos). Ma le pagelle no. Le pagelle proprio no. E non certo per invidia nei confronti dei colleghi pronti a raccogliere gli sfoghi e a pubblicarli come avrebbe fatto ciascuno di noi. Le pagelle di Cardinale No, non è questo il punto.