Una rotatoria a Salerno intitolata a Elisa Claps, vittima di femminicidio

A Salerno una rotatoria è intitolata a Elisa Claps, vittima di un femminicidio.

Una rotatoria a Salerno intitolata a Elisa Claps, vittima di femminicidio
Una rotatoria a Salerno intitolata a Elisa Claps, vittima di femminicidio

A Salerno una rotatoria del Parco Arbostella è stata intitolata a Elisa Claps, la sedicenne uccisa a Potenza il 12 settembre 1993. L’iniziativa, avvenuta in occasione della Giornata internazionale della donna, è stata fortemente voluta dalla vicesindaca Paky Memoli e ha visto la partecipazione della famiglia della giovane, tra cui la madre Filomena Iemma e il fratello Gildo. La cerimonia è stata accompagnata dall’esibizione del Coro Pop a Cappella del Conservatorio di Musica di Salerno “Giuseppe Martucci”, diretto dal maestro Alessandro Tino.

Un omicidio atroce e una lotta per la verità

Elisa Claps è stata vittima di un femminicidio a tutti gli effetti, commesso da Danilo Restivo, un stalker che all’epoca non era considerato un reato. La giustizia è arrivata rispetto all’autore del reato, ma mancano ancora dei pezzi di questa storia che sono avvolti nell’ombra. La madre di Elisa ha espresso l’augurio che, in questa e in altre storie, si possa arrivare alla verità piena. La cosa più bella è che il sacrificio di mia figlia non è stato inutile. È servito a salvare tante bambine, tante persone.

Un legame speciale con Salerno

La famiglia Claps ha un legame speciale con Salerno, dove l’inchiesta fu trasferita e i processi furono svolti. «Elisa è a Salerno perché questa città ha adottato Elisa», ha detto la madre. La città ha lavorato tanto per dare giustizia alla famiglia e per trovare la pace. Non c’è pace se non c’è giustizia. L’iniziativa nasce da un impegno preso 14 anni fa, durante un convegno sui diritti umani, quando la vicesindaca incontrò la signora Claps e promise di ricordarla.

«Con la mia lotta sono riuscita ad avere i resti di mia figlia», ha aggiunto Filomena Iemma. «Ci sono mamme che ancora chiedono di ritrovare i propri figli e questa è la cosa più atroce. Il dolore non si cancella e si supera». La madre ha ricordato anche la dottoressa Rosa Volpe, l’avvocato Scarpetta e Marco Gallo, che hanno supportato la famiglia nel suo cammino. «Ho avuto tanta vicinanza da Salerno», ha detto.

La cerimonia ha rappresentato un momento di condivisione e di ricordo, ma anche un impegno a non dimenticare le donne vittime di violenza. «Questa intitolazione è dedicata ad Elisa e a tutte le donne che subiscono violenza in ogni parte del mondo», ha concluso la vicesindaca. La rotatoria a Salerno non è solo un ricordo, ma un simbolo di giustizia e di lotta per la verità.

«Purtroppo mancano ancora dei pezzi di questa storia che sono ancora avvolti nell’ombra», ha detto la madre. «L’augurio è che, in questa storia e in tante altre storie che ci sono in questo Paese, si possa arrivare davvero alla verità piena». La famiglia ha espresso la sua gratitudine per il lavoro svolto da Salerno e per la giustizia arrivata. «Negli ultimi anni sto girando tanto con incontri nelle scuole, nelle università. Dico sempre che non è mai abbastanza parlarne perché purtroppo la cronaca, puntualmente, ci restituisce episodi di violenza nei confronti delle donne.