Rokos sposta il centro dei suoi affari da Londra ad Atene

Miliardario britannico Chris Rokos sposta il centro dei suoi affari da Londra ad Atene, in seguito a cambiamenti fiscali.

Chris Rokos, uno dei più noti investitori della City di Londra, ha annunciato di voler spostare il centro dei suoi affari da Londra ad Atene. L’annuncio, avvenuto all’inizio di settembre, ha suscitato scalpore nel Regno Unito, soprattutto per la scelta di un paese non tradizionalmente attrattivo per i grandi investitori. Rokos, che possiede un patrimonio personale valutato in almeno due miliardi di euro, è il terzo contribuente del Regno Unito e nel 2025 ha denunciato un reddito di 550 milioni di euro grazie al successo del suo fondo, il Rokos Capital Management.

Un esempio di fuga di miliardari

Non si tratta certo del primo esponente dell’alta finanza a decidere di abbandonare la capitale britannica. Dopo la Brexit e in particolare con il ritorno al governo dei laburisti, la City ha visto un’emorragia di investitori, infuriati per l’aumento delle tasse e la perdita di agevolazioni fiscali. Rokos, però, ha scelto una meta insolita: la Grecia, un paese che solo da poco si è risollevato dall’insolvenza di stato e non è mai stato una piazza finanziaria di rilievo.

Agevolazioni fiscali e incentivi greci

La scelta di Rokos non è casuale. In Grecia, infatti, i miliardari possono beneficiare di agevolazioni fiscali significative. Ad Atene, Rokos potrà pagare per quindici anni un’imposta annuale forfettaria di centomila euro, a patto che investa almeno cinquecentomila euro nel paese. Inoltre, sui premi ottenuti per la gestione del suo fondo, pagherà un’imposta di appena il 5 per cento. Questi vantaggi, insieme a una politica fiscale attenta, hanno reso la Grecia un’alternativa interessante per un investitore di alto livello.

Il governo greco ha voluto presentare il paese come un’alternativa attraente per i miliardari, sottolineando la stabilità dei conti pubblici e la qualità della vita. L’arrivo di nomi come Rokos è visto come un segnale positivo per la ripresa economica del paese, che ha superato la crisi del debito pubblico e sta tornando a crescere. L’economia greca, infatti, ha registrato un tasso di crescita vicino al 2 per cento, con un avanzo primario del 4 per cento del Pil, permettendo al paese di superare l’Italia nella classifica degli stati europei più indebitati.

Il governo greco spera che i fondi degli investitori possano aiutare a migliorare la situazione economica, soprattutto per la classe media e i più poveri, che hanno subito le conseguenze più gravi della crisi. Tuttavia, la ripresa non ha ancora portato a salari migliori o a un maggiore potere d’acquisto. Più di un terzo dei dipendenti del settore privato guadagna meno di mille euro lordi al mese, e il Pil pro capite è uno dei più bassi dell’Unione europea. Per questo, il governo ha lanciato un piano da 2,2 miliardi di euro per tagliare le tasse e migliorare il potere d’acquisto, con l’obiettivo di aumentare il salario minimo a mille euro lordi al mese nel gennaio 2027.

La scelta di Rokos rappresenta un segnale di fiducia nella stabilità greca.

Rokos non ha spiegato i motivi esatti della sua decisione. Alcuni osservatori sottolineano che il non dom status, un regime fiscale privilegiato per i cittadini senza domicilio fisso nel Regno Unito, è stato ridotto da quindici a quattro anni per i nuovi arrivati. Tuttavia, miliardari come Rokos continuano a beneficiare di un trattamento di riguardo, con aliquote fiscali molto basse rispetto a quelle dei cittadini comuni. Rokos non è l’unico a seguire questa tendenza. Altri investitori di alto livello, come il fondatore della Revolut Nik Storonsky, il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal e l’ex vicepresidente della Goldman Sachs Richard Gnodde, hanno già scelto di spostare i loro affari fuori dall’Europa. La scelta di Atene, però, rappresenta un caso particolare, poiché il paese ha dimostrato di poter offrire vantaggi significativi a chi decide di investire in un’area non tradizionale.

La decisione di Rokos potrebbe influenzare il futuro degli investimenti in Grecia.