Mense scolastiche, un servizio essenziale per l’educazione e la quotidianità delle famiglie
Le mense scolastiche rappresentano un pilastro per le famiglie, offrendo pasti equilibrati e un ambiente educativo per i bambini.
Le mense scolastiche rappresentano un servizio indispensabile per le famiglie, non solo per garantire pasti equilibrati ai bambini, ma anche per supportare l’organizzazione quotidiana e l’educazione alimentare. Secondo una ricerca condotta da Teha Group per l’Osservatorio Cirfood District, il 94% delle famiglie italiane con figli tra i 1 e gli 11 anni riconosce il valore della mensa scolastica come elemento chiave nella vita quotidiana. Il servizio, che si estende al di là del semplice pasto, diventa un presidio di socialità, inclusione e crescita, contribuendo a creare un equilibrio tra lavoro, scuola e cura dei figli.
Un luogo di apprendimento e di condivisione
La mensa scolastica non è solo un’occasione per mangiare, ma un ambiente in cui i bambini imparano a interagire, a scegliere alimenti sani e a sviluppare consapevolezza alimentare. Il 91% delle famiglie riconosce il ruolo educativo del servizio, che contribuisce a diffondere una cultura del cibo corretta e a formare le nuove generazioni a una alimentazione sana. Inoltre, il 58% delle famiglie riconosce nella mensa un’importante occasione di condivisione e socialità, dove i bambini possono sperimentare nuove abitudini e vivere il cibo come parte del loro percorso di crescita.
Un percorso che affianca il ruolo educativo delle famiglie e trasforma il momento del pasto in un’occasione concreta di crescita. La mensa diventa così un vero e proprio luogo di apprendimento quotidiano, nel quale bambini e bambine possono familiarizzare con un’alimentazione varia ed equilibrata, sviluppare maggiore consapevolezza nelle proprie scelte e acquisire abitudini destinate ad accompagnarli nel tempo.
Un supporto per le famiglie e per l’inclusione
La ristorazione scolastica si conferma un presidio di accessibilità e inclusività, in grado di soddisfare esigenze diverse. Il 21% dei genitori richiede diete speciali per motivi sanitari, etici o religiosi, dimostrando come il servizio sia in grado di adattarsi alle specificità di ogni bambino. Inoltre, il 50% dei genitori ritiene che la mensa scolastica sia un pilastro per il bilanciamento tra vita professionale e vita privata, contribuendo a rendere più sostenibile l’organizzazione tra scuola, lavoro e cura dei figli.
La ricerca ha coinvolto un campione di 853 famiglie, con almeno un figlio che usufruisce del servizio di ristorazione scolastica. Il costo medio del pasto, pari a 5,20 euro, è percepito come adeguato o addirittura troppo basso da 3 famiglie su 4. La valutazione appare legata non solo al pasto in sé, ma all’insieme delle funzioni garantite quotidianamente dal servizio e al valore concreto che questo genera nell’organizzazione familiare. Tant’è che 1 famiglia su 3 cambierebbe la scuola qualora si interrompesse il servizio di mensa scolastica. La ristorazione scolastica è vista come un investimento per le famiglie, in grado di offrire un servizio completo e continuativo a fronte di un prezzo ritenuto adeguato. Il 94% delle famiglie riconosce il valore del servizio come parte integrante della quotidianità, non solo per il pasto, ma per l’organizzazione e l’educazione dei figli.
«Questi dati mostrano con chiarezza come la ristorazione scolastica sia parte integrante del percorso di crescita di bambine e bambini e dell’organizzazione quotidiana delle famiglie», dichiara Daniela Fabbi, Direttore Comunicazione e Marketing Cirfood. «Il pasto a scuola non risponde soltanto a un bisogno concreto, ma offre uno spazio educativo, di socialità e di scoperta, contribuendo inoltre a creare condizioni più favorevoli alla conciliazione tra vita privata e lavoro. È in questo equilibrio tra servizio, cura e responsabilità educativa che esprime pienamente il proprio valore per le persone e per le comunità. Per questo, auspichiamo che continuino ad aumentare le scuole con servizio mensa nel nostro Paese, perché purtroppo oggi solo 1 alunno su 2 ha accesso alla refezione scolastica».
