Russia e fake news: la campagna elettorale francese diventa bersaglio di disinformazione
Russia e fake news: la campagna elettorale francese diventa bersaglio di disinformazione

Nelle ultime tre settimane, in Francia, tre leader politici – Édouard Philippe, Raphaël Glucksmann e Gabriel Attal – sono stati bersaglio di operazioni di disinformazione attribuite a reti russe o filorusse. La campagna elettorale per le presidenziali del 2027 è iniziata e la propaganda russa ne fa parte attiva, con falsi video, articoli e post diffusi per danneggiare la reputazione dei candidati. La strategia mira a creare incertezza e diffidenza verso le istituzioni e i partiti, sfruttando i conflitti interni per orientare le opinioni a favore di forze politiche amiche a Mosca.
Disinformazione e falsi scandali
Il copione è sempre lo stesso: i simpatizzanti di un regime repressivo brandiscono principi liberali contro la democrazia liberale, spacciando per libertà e pluralismo la manipolazione dell’informazione. Questa strategia è parte di una guerra ibrida russa contro l’Europa, che include cyberattacchi, sabotaggi, danneggiamenti alle infrastrutture e finanziamenti occulti. La guerra contro l’Ucraina è uno strumento di questa propaganda. Contro Philippe è stata diffusa la falsa notizia che soffrisse di demenza frontotemporale. Pochi giorni dopo, è toccato a Glucksmann: un falso scandalo costruito intorno alla sua compagna, la giornalista Léa Salamé, accusata di aver corrotto colleghi per favorire la sua candidatura. Il 5 agosto, è stata diffusa la falsa notizia che Gabriel Attal mostrerebbe sintomi del morbo di Parkinson, con falsi video, articoli e post confezionati riproducendo grafica e loghi di testate autorevoli.
La figura di Xenia Fedorova
Il caso di Xenia Fedorova, ex direttrice di RT France, mostra un’altra modalità di penetrazione della propaganda russa. Fedorova, che aveva trovato ampio spazio nell’ecosistema mediatico che gravita intorno a Vincent Bolloré, è stata espulsa dal governo francese per attività di disinformazione e destabilizzazione. Il ministero degli Esteri russo ha accusato Parigi di perseguitare una giornista per le sue opinioni, definendolo una “rappresaglia”. La galassia Bolloré ha reagito con denunce di attentato alla libertà di espressione e al pluralismo dell’informazione, cercando di polarizzare il dibattito. L’ecosistema mediatico di Bolloré mostra una lunga storia di vicinanza a Mosca, con una simpatia per la destra radicale del Rassemblement National.
La sordità politica in Italia
La disinformazione russa non si limita alla Francia. Anche in Italia, esistono forze politiche simpatetiche con il regime di Putin e istituzioni russe che fanno propaganda attivamente. Secondo un rapporto del 2025 promosso dalla Farnesina, l’Italia è tra i Paesi europei particolarmente esposti alle minacce ibride russe. Tuttavia, l’allarme continua a incontrare una sorprendente sordità politica.
Lo Scudo democratico, presentato da Marco Lombardo e Carlo Calenda nell’aprile 2025, giace da oltre un anno in Commissione Affari costituzionali senza che maggioranza e campo largo abbiano finora mostrato alcuna volontà di farne avanzare l’iter. Anche la proposta rilanciata in luglio con Pina Picierno contro la propaganda dei media russi sanzionati è rimasta senza seguito. Non è necessario attendere che i carri armati russi muovano verso Roma per riconoscere che anche la nostra democrazia è sotto attacco. In Francia, con ritardo, hanno cominciato a capirlo. In Italia no.
