Sam Altman: il controllo dell’AI deve appartenere al popolo, non a pochi potenti
Sam Altman, CEO di OpenAI, esprime preoccupazione per il controllo dell’AI da parte di pochi attori potenti e sottolinea l’importanza del potere per il popolo.

Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha espresso preoccupazione per il fatto che il potere sull’intelligenza artificiale (AI) sia concentrato in poche mani. Secondo Altman, il controllo dell’AI dovrebbe appartenere al popolo, non a pochi attori potenti. L’annuncio è stato fatto durante un’intervista al podcast settimanale di David Senra, in cui Altman ha sottolineato l’importanza di un’evoluzione parallela tra la società e i modelli di AI. “La giusta strada è per le persone a controllare profondamente il futuro”, ha detto Altman.
Libertà e apertura: il modello di OpenAI
Altman ha espresso la sua convinzione che il potere sull’AI dovrebbe essere condiviso e non concentrato in pochi centri di decisione. “La giusta strada è per le persone a controllare profondamente il futuro”, ha detto. Questo approccio si distingue da quello di Anthropic, azienda fondata da Dario Amodei, che preferisce modelli chiusi e “sicuri”. Altman ha anche sottolineato che i modelli aperti di OpenAI, come gpt-oss-120b e gpt-oss-20b, potrebbero offrire vantaggi a piccole imprese e a persone comuni. Secondo Altman, l’evoluzione dell’AI dovrebbe avvenire in parallelo con l’accettazione sociale della tecnologia. “La società e il modello devono co-evolvere”, ha affermato. Tuttavia, ha riconosciuto che l’adozione dell’AI non si è sviluppata come previsto. “Pensavo che, dopo la pubblicazione di GPT-4 nel 2023, ci sarebbe stata una maggiore disruption”, ha detto. “Tuttavia, l’inertia economica ha ridotto l’impatto in questo senso, almeno per ora.”
Le sfide del controllo e della sicurezza
Altman ha anche espresso preoccupazione per il potenziale dell’AI a agire autonomamente e a sfuggire al controllo umano. “C’è il rischio che l’AI possa evolversi in modo autonomo e non essere più sotto il controllo umano”, ha detto. Questo tema è stato affrontato in modo diretto durante l’intervista, con Altman che ha sottolineato la necessità di un equilibrio tra libertà e sicurezza.
Nonostante le preoccupazioni, Altman ha espresso ottimismo sul potenziale dell’AI per creare opportunità per le piccole imprese. “Stiamo per assistere al boom più grande mai visto nel numero di persone che iniziano attività imprenditoriali”, ha detto. “L’AI sta dando potere a chi prima non aveva accesso a risorse tecnologiche significative.” La discussione tra Altman e Amodei rappresenta un dibattito più ampio sul futuro dell’AI. Mentre Altman preferisce modelli aperti e libertà, Amodei ha espresso preoccupazioni per i rischi di modelli aperti, come quelli che potrebbero minacciare la sicurezza finanziaria e la cybersecurity. Questo dibattito riflette le diverse visioni su come l’AI dovrebbe essere sviluppata e regolamentata.
Altman ha anche sottolineato che la sua visione si basa sull’idea che la società e i modelli di AI devono evolversi insieme. “Società e modello devono co-evolvere”, ha detto. Tuttavia, ha riconosciuto che il progresso non si è sviluppato come previsto. “Pensavo che, dopo la pubblicazione di GPT-4 nel 2023, ci sarebbe stata una maggiore disruption”, ha detto. “Tuttavia, l’inertia economica ha ridotto l’impatto in questo senso, almeno per ora.” Il dibattito tra Altman e Amodei rappresenta un confronto tra due visioni diverse: una che privilegia la libertà e l’apertura, e un’altra che preferisce la sicurezza e il controllo. Questo dibattito ha implicazioni significative per il futuro dell’AI e per il modo in cui la tecnologia influenzerà la società.
