Saman Abbas e Alì: il coraggio di dire no e di raccontare la verità

Saman Abbas, 18 anni, scomparsa nel 2021, uccisa da familiari per rifiutare un matrimonio. Alì, fratello, ha testimoniato e raccontato la verità.

Saman Abbas e Alì: il coraggio di dire no e di raccontare la verità
Saman Abbas e Alì: il coraggio di dire no e di raccontare la verità

Saman Abbas, diciotto anni, era nata in Pakistan e viveva in Italia con la famiglia. Si era opposta al matrimonio che i parenti volevano imporle con un cugino in Pakistan. Aveva un ragazzo che amava e voleva scegliere da sola la propria vita. Dopo aver denunciato le pressioni familiari, era stata accolta in una comunità protetta per minori. Nell’aprile 2021 tornò nella casa dei genitori per recuperare i documenti necessari a partire e a vivere altrove. Pochi giorni dopo di lei si persero le tracce.

Le telecamere la ripresero mentre camminava con il padre e la madre nei pressi dei campi dove la famiglia lavorava. Per mesi il suo nome rimase quello di una ragazza scomparsa. Il fidanzato diede l’allarme. Gli investigatori ricostruirono i movimenti dei familiari e le immagini registrate vicino all’azienda agricola. Il corpo di Saman fu trovato soltanto nel novembre 2022, sepolto nei pressi di un casolare abbandonato. La sua morte era stata nascosta per un anno e mezzo.

La testimonianza di Alì Haider

Alì Haider, fratello minore di Saman, raccontò di aver visto lo zio Danish Hasnain afferrare Saman per il collo e portarla verso le serre. Non uscì a fermarlo: oggi spiega che aveva paura di essere ucciso. Ha raccontato anche che, dopo quella notte, lo zio dormì accanto a lui mentre lui piangeva. All’inizio Alì non riuscì a dire tutto. Poi parlò con gli investigatori e testimoniò ai processi, accusando persone della propria famiglia.

Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitive le condanne per l’omicidio: ergastolo per il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen e i cugini Ijaz Ikram e Noman Ul Haq; ventidue anni di carcere per lo zio Danish Hasnain. Per i giudici, Saman fu uccisa dopo essersi ribellata alle imposizioni familiari.

Un coraggio che ha cambiato la vita

Alì, oggi ventun anni, ha raccontato di aver perso Saman e poi anche i genitori. Parla di lei come di una ragazza forte, coraggiosa, capace di lottare per essere libera. Il suo sogno era lavorare in cucina; lui vorrebbe portarlo avanti. Nella docuserie Saman, la verità nascosta, la sorella, la paura di allora e ciò che gli è costato testimoniare tornano a raccontare la storia.

La sentenza ha stabilito chi ha ucciso Saman. Ma, mentre la sorella cercava una vita scelta da lei, Alì ha dovuto scegliere se tacere per paura o raccontare la verità su chi li aveva cresciuti. La sua voce restituisce a questa storia anche il peso di chi è rimasto vivo.

Alì ha avuto paura. Poi ha fatto una cosa enorme: ha parlato. Ha indicato i suoi familiari davanti agli investigatori e ai giudici, sapendo che avrebbe perso anche la famiglia. Saman aveva già parlato. Aveva detto che non voleva quel matrimonio. Aveva chiesto aiuto, era stata in una comunità protetta, aveva provato ad andarsene. Il suo no è stato un atto di coraggio. È stata uccisa per quel no.

La domanda che dobbiamo farci è un’altra. Saman era stata ascoltata, ma era stata protetta fino in fondo? Gli autori della nuova docuserie parlano di un ultimo passo mancato, personale o collettivo. È una domanda per tutti: cosa succede dopo che una ragazza trova la forza di raccontare la paura? Chi resta accanto a lei quando deve tornare a casa per prendere i documenti?

Ogni volta che raccontiamo una storia come questa, qualcuno cerca il gesto che la vittima avrebbe dovuto fare prima, o quello che un testimone avrebbe dovuto fare al posto suo. Saman aveva fatto il possibile per vivere. Alì ha fatto il possibile per dire la verità. Ora tocca a noi ascoltarli senza chiedere a due ragazzi di portare anche il peso delle colpe degli adulti.

Alì oggi dice di essere orgoglioso di sua sorella. Io credo che Saman sarebbe stata orgogliosa di lui. Hanno avuto coraggio in momenti diversi, davanti alla stessa violenza. Lei ha detto no. Lui ha detto la verità. Ora tocca a noi ascoltarli senza chiedere a due ragazzi di portare anche il peso delle colpe degli adulti.