Sanità in Calabria, il Pd accusa Occhiuto di fallimento politico e amministrativo

Il Pd attacca Occhiuto per la sanità in Calabria: dati di Gimbe denunciano fallimento e criticità.

Il Partito Democratico ha lanciato un duro attacco al presidente della Regione Calabria e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, accusandolo di fallimento politico e amministrativo. La critica nasce dall’analisi dei dati del nono rapporto Gimbe sul Servizio sanitario nazionale, che mettono in luce gravi criticità nella regione. Secondo il Pd, la Calabria, nonostante disponga di risorse pro capite leggermente superiori alla media nazionale, rimane ultima nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con un punteggio di 189 su 300. La situazione appare particolarmente drammatica nell’assistenza distrettuale e territoriale, dove la regione ha ottenuto solo 52 punti, al di sotto della soglia minima di 60.

Discrepanza tra risorse e qualità dei servizi

Secondo i dati analizzati dal Pd, le risorse disponibili non si traducono in un adeguato livello di servizi. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, viene accusato di presentare una narrazione della sanità calabrese distante dalla realtà quotidiana vissuta da cittadini e operatori. I democratici sostengono che la situazione sia aggravata da un organico insufficiente, con un personale sanitario che si attesta a 10,4 unità ogni mille abitanti, contro una media italiana di 12,1. Medici, infermieri e operatori sono costretti a lavorare in condizioni di forte pressione, con difficoltà a garantire un’assistenza adeguata.

Un caso emblematico è rappresentato dai pazienti dializzati, nefropatici e trapiantati dell’area dello Stretto. Secondo il Pd, questi pazienti incontrano difficoltà nell’inserimento nei turni di dialisi e, quando possibile, sono costretti a ricorrere a turni aggiuntivi in orario notturno. Una condizione che pone in evidenza la mancanza di risorse e la scarsa capacità del sistema sanitario regionale di garantire un servizio adeguato.

La mobilità sanitaria e i costi per i cittadini

Un altro aspetto critico è rappresentato dalla mobilità sanitaria, con un saldo negativo di 326,9 milioni di euro nel 2023. Questo indica che molti calabresi sono costretti a spostarsi fuori regione per ottenere cure non disponibili sul territorio. Il Pd sottolinea che questa situazione genera costi indiretti per le famiglie, come viaggi, soggiorni e assistenza esterna, e rischia di aggravare le disuguaglianze. Inoltre, la mobilità sanitaria rappresenta una conseguenza diretta della scarsa capacità del sistema regionale di garantire continuità e prossimità dell’assistenza. Il Pd ha chiesto un cambio di passo, indicando alcune priorità: un piano straordinario per le assunzioni, misure strutturali per trattenere medici e professionisti in Calabria, abbattimento delle liste d’attesa e rafforzamento dell’assistenza territoriale e di prossimità. La critica si estende anche alla comunicazione del governatore, che viene accusato di presentare la Calabria come un “laboratorio” e un esempio per il resto del Paese, mentre persistono gravi criticità nell’accesso alle cure.

Il vero coraggio di governare oggi significa smetterla con la realtà virtuale, smettere di raccontarsi che va tutto bene e assumersi la piena responsabilità.

La questione sanitaria resta dunque uno dei principali terreni di confronto politico in Calabria. Da una parte la Regione rivendica il percorso di risanamento e le riforme avviate; dall’altra l’opposizione utilizza i dati sui Lea, sul personale e sulla mobilità sanitaria per contestare radicalmente i risultati della gestione commissariale.