Sanità in sospeso, il governo Meloni non investe come previsto. Salvini e i tir in protesta
Il governo Meloni non aumenta la spesa sanitaria come previsto. Salvini e i tir in protesta per mancanza di fondi.
La manovra finanziaria del governo Meloni sembra procedere in modo lento e incerto, con la sanità in posizione marginale e i fondi destinati ai settori più sensibili rimandati. La previsione per la spesa sanitaria non supera i 2,5 miliardi di euro, un importo inferiore rispetto alle richieste avanzate da regioni e ministeri. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha rilanciato l’appello per portare la spesa sanitaria alla media europea del 7 per cento del Pil, ma il governo sembra orientato a privilegiare altre priorità, come la riduzione delle tasse per il ceto medio.
La manovra finanziaria in ritardo
La legge di Bilancio, che doveva essere approvata entro il 20 ottobre, è già in ritardo, con la trattativa con la Commissione europea che ostacola i tempi. Il vicepremier Antonio Tajani ha proposto di allargare il perimetro dei prelievi finanziari, coinvolgendo anche banche, assicurazioni e altre realtà finanziarie, ma senza colpire i cosiddetti extraprofitti. Le aziende hanno già contribuito, ma il governo non ha ancora stanziato i fondi necessari.
Le proteste dei trasportatori
Intanto, i fondi per agricoltori e autotrasportatori sono stati annunciati come una misura di tamponamento. Il viceministro dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha rivendicato un miliardo di euro destinato al comparto, ma le proteste dei tir continuano. Sulla A16, all’altezza del casello di Avellino Est, e sulla Strada statale 18 nel Tirreno cosentino, i camionisti e i trattori si sono fermati, protestando per la mancanza di risposte. La manovra non ha risolto i problemi del settore. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha scaricato le responsabilità sull’UE, ma i fondi bloccati da mesi non dipendono da essa. Il dossier dell’autotrasporto è stato definito un disastro, con i camionisti che chiedevano risposte da maggio. La situazione si complica ulteriormente con il Nuovo Codice della strada, che ha suscitato l’allarme della Rete di mobilità equa, che ha denunciato la priorità data alla velocità rispetto alla sicurezza.
La protesta dei trasportatori è diventata un simbolo di una manovra in ritardo, con i blocchi sulle autostrade che hanno costretto il governo a prendere provvedimenti. La sanità, invece, rimane in sospeso, con le regioni che chiedono 5,5 miliardi di euro per migliorare i servizi. La manovra non risponde alle esigenze reali del Paese. La Corte dei conti ha lanciato un allarme sulle liste d’attesa, ma il governo non ha ancora dato risposte concrete. La spesa sanitaria, che dovrebbe raggiungere il 7 per cento del Pil, rimane un tema dibattuto, con il governo che preferisce concentrarsi su altre priorità. La manovra finanziaria non sembra allinearsi con le esigenze del Paese.
