Scuola Corridoni: l’Ufficio scolastico regionale blocca il trasferimento in via Fiume

L’Ufficio scolastico regionale respinge il trasferimento della scuola Corridoni in via Fiume per criticità di sicurezza e spazi.

Genitori e autorità scolastiche discutono il trasferimento della scuola Corridoni in via Fiume, con criticità di sicurezza e spazi
Genitori e autorità scolastiche discutono il trasferimento della scuola Corridoni in via Fiume, con criticità di sicurezza e spazi

La scuola primaria Corridoni di Como si trova al centro di un dibattito acceso a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico. L’Ufficio scolastico regionale ha reso noto che il trasferimento dei circa 200 alunni in via Fiume non è possibile, a causa di criticità relative alla sicurezza, all’organizzazione e alle condizioni degli spazi. La decisione, contenuta in una nota al sindaco Alessandro Rapinese, ha suscitato preoccupazioni tra le famiglie, che hanno portato il caso fino a Roma. L’Ufficio scolastico ha sottolineato che le condizioni attuali dell’edificio non permettono di garantire un ambiente adeguate per gli studenti e il personale.

Le famiglie chiedono una soluzione immediata

Le famiglie dei bambini della Corridoni hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ricordando che la decisione di chiudere la scuola è contenuta nella deliberazione della giunta comunale numero 82 del 1° ottobre 2025. Tra i 200 alunni coinvolti, 17 hanno condizioni di disabilità, fragilità o bisogni educativi speciali. I genitori hanno espresso preoccupazioni per la mancanza di certezze su dove i figli inizieranno l’anno scolastico, con rischi di frammentazione dei gruppi classe e di separazione di fratelli. La lettera ha anche richiamato la precedente posizione dell’Ufficio scolastico territoriale, che aveva sottolineato la necessità di accogliere le 11 classi in un’unica sede.

Le famiglie temono che il trasferimento possa compromettere la continuità educativa e la tutela dei minori. Inoltre, hanno sottolineato che le sedi individuate dal Comune non apparirebbero attualmente in grado di accogliere tutti gli studenti, sia per l’insufficienza degli spazi disponibili, sia per la mancanza di interventi necessari a renderle idonee.

Le criticità dell’edificio di via Fiume

L’Ufficio scolastico regionale ha evidenziato diverse problematiche relative alla scuola Venini di via Fiume. Tra queste, la presenza di infiltrazioni d’acqua, intonaci da risanare e sanitari non funzionanti. Inoltre, la struttura presenta problemi di sicurezza, con necessità di interventi su pareti, scale e vie di esodo. L’Ufficio ha anche sottolineato che gli spazi indicati non sono inutilizzati, ma occupati da classi, laboratori e attività didattiche. La scuola Venini, che ospita già 186 alunni, è organizzata a tempo pieno e non può permettersi la riduzione di spazi senza compromettere la sua funzionalità.

Le condizioni degli spazi non sono sufficienti a garantire la sicurezza degli alunni e del personale. L’Ufficio scolastico ha quindi chiesto al Comune di effettuare verifiche urgenti e di fornire documentazione tecnica prima di procedere al trasferimento. La situazione si complica ulteriormente con la vicinanza del 1° settembre, data in cui il Consiglio di Stato dovrà decidere sul ricorso presentato dalle famiglie. La questione rappresenta un punto di tensione non solo per le famiglie, ma anche per l’amministrazione comunale, che dovrà trovare una soluzione equilibrata tra le esigenze dei genitori e le condizioni tecniche dell’edificio. La scuola Corridoni, sebbene chiusa, rimane un tema cruciale per la comunità locale, con impatti su diritti, continuità educativa e benessere dei minori. La decisione finale, che potrebbe influire sulle prossime settimane, dipenderà da una serie di verifiche e risposte tecniche da parte del Comune e delle istituzioni competenti.