Strage di Erba: ultima possibilità per Olindo Romano e Rosa Bazzi

La Cassazione valuta il ricorso di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba. L’udienza è in programma domani.

Strage di Erba: ultima possibilità per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Strage di Erba: ultima possibilità per Olindo Romano e Rosa Bazzi

Domani, martedì, la Quinta sezione della Corte di Cassazione si concentrerà sull’ultima possibilità per Olindo Romano e Rosa Bazzi di modificare la sentenza definitiva per la strage di Erba. Dopo quasi vent’anni, i due imputati, condannati all’ergastolo per l’omicidio di quattro persone e l’infortunio di un altro, hanno presentato un ricorso che potrebbe portare a una revisione del processo. La decisione della Corte d’Appello di Brescia, che ha respinto la richiesta di revisione, sarà valutata nuovamente, con l’obiettivo di determinare se vi sia stata una mancata verifica delle nuove prove raccolte.

Ultima possibilità per la revisione della sentenza

Il ricorso, esteso per oltre cento pagine e con numerosi allegati, si basa su elementi che la difesa ritiene possano scagionare i due imputati. Tra questi, la presenza di una macchia di sangue rinvenuta sulla Seat Arosa di Olindo Romano, identificata come appartenente a Mario Frigerio, il ferito sopravvissuto all’incendio. Inoltre, la difesa ha sollevato dubbi sull’affidabilità della testimonianza di Frigerio, che, pur essendo ritenuta attendibile dai giudici bresciani, è stata contestata per la possibile contaminazione da fumo.

La difesa ha anche sottolineato l’assenza di piste alternative, come una faida legata allo spaccio di droga o un complotto per fabbricare prove false.

La cronologia degli eventi e le indagini iniziali

La strage di Erba si è verificata la notte del 11 dicembre 2006, quando un incendio ha divampato in un appartamento di via Diaz. I vigili del fuoco, intervenuti con prontezza, hanno domato le fiamme e hanno trovato una scena drammatica: quattro cadaveri e un ferito grave. Tra le vittime c’erano Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini. Il ferito, Mario Frigerio, è sopravvissuto grazie a una malformazione congenita che ha preservato parzialmente la sua carotide.

Le prime indagini si sono concentrate su Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna, a causa dei suoi precedenti penali legati allo spaccio di droga. Tuttavia, questa pista è stata abbandonata quando si è scoperto che Azouz si trovava in Tunisia al momento dei fatti. La svolta investigativa è avvenuta il 8 gennaio 2007, quando le autorità hanno fermato Olindo Romano e Rosa Bazzi, che cercavano di dimostrare un alibi, sostenendo di essere stati a cena in un fast food di Como. Tuttavia, lo scontrino prodotto non ha confermato l’orario corretto, emerso un disallineamento di due ore rispetto all’orario dei delitti.

Il processo ha avuto inizio il 29 gennaio 2008. L’accusa ha ricostruito una dinamica violenta e metodica: Olindo Romano e Rosa Bazzi, armati di coltello e spranga, sarebbero entrati nell’appartamento e avrebbero iniziato l’attacco con Raffaella Castagna, la prima vittima, per poi passare a Paola Galli e infine al piccolo Youssef, ucciso nel suo lettino. Nel tentativo di eliminare ogni traccia, i due avrebbero dato fuoco all’abitazione. Un grido ha attirato l’attenzione dei vicini, tra cui Valeria Cherubini e il marito Mario Frigerio, che hanno verificato la situazione.

La testimonianza di Frigerio, espressa con rabbia e amarezza, è diventata un elemento cruciale per la ricostruzione dei fatti, ma è stata messa in discussione per la possibile contaminazione da fumo.

La sentenza è stata emessa il 26 novembre 2008, condannando entrambi all’ergastolo. La decisione è stata confermata in sede d’appello e in Cassazione. Nonostante la condanna definitiva, Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno sempre dichiarato la loro innocenza. I loro legali hanno contestato la validità del processo, sottolineando numerose imprecisioni e lacune investigative.