Tim Curry: La carriera di un icona del cinema cult
Tim Curry, attore britannico noto per i ruoli di Frank-N-Furter e Pennywise, è morto a 80 anni.

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Tim Curry, attore britannico noto per i ruoli di Frank-N-Furter in The Rocky Horror Picture Show e del clown assassino Pennywise nella miniserie It, è morto a 80 anni nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata confermata da sua storica manager e amica Marcia Hurwitz. Curry, nato il 19 aprile 1946, ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema e nella cultura pop grazie a due personaggi che lo hanno reso un simbolo del cinema cult.
Due personaggi che lo hanno reso icona
Il ruolo di Frank-N-Furter, il folle e carismatico scienziato del musical The Rocky Horror Picture Show, fu il primo che lo portò al successo internazionale. Curry interpretò il personaggio già nella produzione teatrale originale londinese e lo portò poi sul grande schermo nel 1975, accanto a Susan Sarandon e Barry Bostwick. Il film, inizialmente accolto con freddezza, è diventato un fenomeno di culto grazie alle proiezioni di mezzanotte, con il pubblico vestito come i personaggi, i dialoghi urlati e le celebri canzoni del musical.
Il lato più inquietante di Tim Curry fu però il suo ruolo di Pennywise, il clown assassino nella miniserie It, tratta dal romanzo di Stephen King. La versione di Curry, con la sua voce e i movimenti sinistri, ha reso il personaggio un simbolo del terrore. Il Pennywise di Curry fu un punto di riferimento per una generazione di spettatori, ben prima che il personaggio tornasse al cinema con i film interpretati da Bill Skarsgård. Curry ha saputo interpretare personaggi unici e memorabili, lasciando un segno indelebile nel cinema. La sua carriera, lunga oltre mezzo secolo, ha visto l’attore spaziare tra cinema, teatro e televisione, con ruoli che lo hanno reso riconoscibile a livello internazionale.
Una carriera lunga e diversificata
NATO in Inghilterra il 19 aprile 1946, Curry iniziò la sua carriera a teatro alla fine degli anni Sessanta, dopo gli studi all’Università di Birmingham. La sua prima importante esperienza fu nella produzione londinese di Hair, dove conobbe Richard O’Brien, l’autore che avrebbe scritto The Rocky Horror Show. Il teatro rimase una costante della sua carriera, con tre nomination ai Tony Award come miglior attore protagonista in un musical: per Amadeus nel 1981, per My Favorite Year nel 1993 e per Monty Python’s Spamalot nel 2005.

Al cinema, Curry ha saputo allontanarsi dai personaggi più estremi che lo avevano reso celebre. Nel 1982 interpretò Rooster Hannigan in Annie, mentre nel 1985 fu il maggiordomo Wadsworth nel film Signori, il delitto è servito, commedia che sarebbe diventata un piccolo cult. Nello stesso anno, gli spettatori lo ritrovarono anche nei panni di Tenebra in Legend di Ridley Scott. Negli anni Novanta, Curry ha interpretato ruoli più piccoli ma significativi, come il concierge dell’hotel in Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York, Long John Silver in I Muppet nell’isola del tesoro e il cardinale Richelieu in I tre moschettieri.
La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al film horror Stream di Michael Leavy, uscito nel 2024. Dopo un grave ictus nel 2012, che lo ha costretto a utilizzare una sedia a rotelle, Curry ha ridotto notevolmente la sua attività, continuando a lavorare soprattutto come doppiatore, anche per videogiochi. Nel 2016 è tornato alle origini partecipando a The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again, remake televisivo del musical nel quale ha interpretato il narratore. Nel 2020 ha fatto un’ultima apparizione sul grande schermo durante una lettura dal vivo di The Rocky Horror Show organizzata per una raccolta fondi a sostegno della campagna presidenziale di Joe Biden. La sua morte ha suscitato un’ondata di tributi da parte di colleghi e fan, con lodi per la sua carriera e la sua capacità di interpretare personaggi unici e memorabili.
