Trezor attiva firma chiara ERC-7730 per migliorare sicurezza wallet
Trezor attiva firma chiara ERC-7730 dopo hack Bybit, migliorando trasparenza e sicurezza.

Trezor ha reso operativa la firma chiara basata sullo standard ERC-7730 su alcuni dei suoi dispositivi hardware, un passo significativo per migliorare la trasparenza e la sicurezza delle transazioni con smart contract. L’implementazione, annunciata l’8 settembre 2026, segue un lavoro di sicurezza avviato a maggio dall’Ethereum Foundation e si colloca in un contesto in cui l’attacco a Bybit da 1,5 miliardi di dollari ha reso evidenti i rischi del “blind signing”, una pratica in cui gli utenti non possono verificare direttamente le transazioni che approvano. La firma chiara permette ai dispositivi Trezor di decodificare le transazioni e mostrare in modo leggibile azioni, token, importi e destinazioni, riducendo il rischio di phishing e manipolazioni.
Un passo verso la trasparenza e la sicurezza
La firma chiara ERC-7730 è uno standard aperto che permette ai wallet di leggere e visualizzare le informazioni delle transazioni in modo comprensibile, anziché mostrare solo sequenze di caratteri esadecimali. Questo è particolarmente utile per le transazioni con smart contract, dove l’utente deve approvare operazioni complesse. La funzione è attiva su Trezor Safe 7, Safe 5, Safe 3 e Model T, mentre il Model One non è compatibile. La tecnologia è supportata da protocolli come 1inch, Aave, Lido, Tether, LiFi e Hyperliquid, con ulteriori annunci in arrivo. Lo stack di decodifica è open source, coerente con il firmware esistente di Trezor, e gestito in collaborazione con Ledger e l’Ethereum Foundation.
La firma chiara elimina l’asimmetria informativa tra dispositivo e computer. Con questa funzione, il dispositivo diventa la fonte di verità finale, non il computer a cui è collegato. Questo elimina il rischio di approvare transazioni non verificate, un problema che ha portato a furti costosi come l’attacco a Bybit. La funzione opera automaticamente tramite Trezor Suite, WalletConnect e Trezor Connect, senza richiedere alcuna azione manuale da parte dell’utente.
Un’evoluzione per prevenire furti
La firma chiara è nata per rispondere a una falla nota come “blind signing”, un metodo in cui l’utente non può verificare direttamente le transazioni che approva. Questo gap ha reso possibili alcuni dei furti più gravi del settore, tra cui l’attacco a Bybit da 1,5 miliardi di dollari. Con la firma chiara, il dispositivo diventa la fonte di verità finale, non il computer a cui è collegato. Questo elimina l’asimmetria informativa che ha reso il blind signing così pericoloso, riducendo lo spazio per phishing e manipolazioni.
La crescita del numero di descrittori indica un aumento dell’adozione. Secondo dati riportati da Crypto Briefing, tra maggio e fine luglio il numero di descrittori pubblicati nel registro ERC-7730 è cresciuto del 28%, segno che lo standard sta guadagnando terreno. La protezione, in altre parole, cresce di pari passo con l’adozione: più protocolli e reti aggiungono i propri descrittori al registro, più ampia diventa la copertura della firma chiara. Per gli utenti Trezor, la sicurezza reale della funzione dipenderà dalla velocità con cui l’intero ecosistema DeFi deciderà di rendere leggibili i propri contratti.
La firma chiara ERC-7730 è un’evoluzione significativa per la sicurezza dei wallet hardware, un settore in cui la trasparenza e la protezione dei dati sono sempre più richieste. Con l’implementazione di Trezor, il settore si muove verso una maggiore responsabilità e un controllo diretto da parte degli utenti, riducendo i rischi legati alle transazioni complesse e ai furti. La collaborazione tra Trezor, Ledger e l’Ethereum Foundation dimostra come l’innovazione possa essere condivisa e migliorare la sicurezza per tutti gli utenti del settore.
