Il turismo nautico italiano genera 5,7 miliardi di euro di impatto economico
Il turismo nautico in Italia contribuisce con 5,7 miliardi di euro all’economia, con un focus su superyacht e infrastrutture costiere.
Il turismo nautico in Italia genera un impatto economico di circa 5,7 miliardi di euro, con un focus particolare sui superyacht e sulle infrastrutture costiere. Il settore, analizzato in un recente studio realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, si basa su una flotta di circa 82 mila unità, con un contributo diretto all’economia che si concentra soprattutto nella fascia alta, dove i superyacht rappresentano il 3% della flotta ma generano il 42% dell’impatto diretto. La spesa si articola tra costi operativi e consumi a terra, con un totale di 3,6 miliardi di euro destinati a attività come ormeggi, carburante e manutenzione, e 2,1 miliardi per attività turistiche come ristorazione, shopping e trasporti.
Le infrastrutture portuali e la distribuzione geografica
L’Italia conta 790 infrastrutture portuali per la nautica da diporto e quasi 172 mila posti barca, con una densità di strutture che varia notevolmente tra le regioni. La Liguria e la Toscana guidano l’offerta per i superyacht, con circa metà della capacità dedicata a questa categoria, mentre il Sud e le isole restano meno serviti in termini di infrastrutture qualificate per clientela alto spendente, con meno di cinque strutture ogni 100 km. La spesa potenziale giornaliera varia da 200 euro per la piccola e media nautica a 78 mila euro per i superyacht, con un impatto significativo sulle economie costiere.
La spesa turistica a terra, che include ristorazione, shopping, intrattenimento, trasporti e hospitality, varia tra 45 euro e 650 euro al giorno a persona. L’Italia attira un superyacht su cinque, con un incremento medio annuo del 4,1% nel parco mondiale di superyacht dal 2018. Il turismo nautico, quindi, non solo rappresenta un settore strategico per l’Italia, ma anche un motore di crescita per le imprese locali, l’occupazione e il Made in Italy.
Le destinazioni e la presenza dei superyacht
Le destinazioni principali per i superyacht stagionali sono Costa Smeralda e Golfo di Olbia, seguite da Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana. La Liguria, in particolare, è il primo polo per le giornate di presenza, con Riviera dei Fiori, Genova e Golfo della Spezia in testa. I superyacht stanziali, circa 960, trascorrono in Italia 193 giorni in media, distribuiti su 8,3 mesi dell’anno, e sono in gran parte yacht tra 40 e 60 metri. Questi yacht, che rappresentano il 93% del totale, battono bandiera estera e generano un impatto economico significativo, con una spesa annua circa cinque volte superiore a quella delle unità straniere stagionali.
“La nautica da diporto rappresenta un settore strategico per l’Italia, sia per il contributo diretto all’economia sia per lo spillover su altre filiere del Made in Italy e del turismo” – afferma Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte. La valorizzazione dell’intera filiera e del turismo nautico può rafforzare ulteriormente il posizionamento della nautica italiana nel mondo, generando ricadute rilevanti per l’economia del Paese. L’obiettivo è trasformare il traffico in valore, con strategie differenziate per segmento e una connettività territoriale in grado di intercettare la spesa di armatori e ospiti.
Con questo studio, Confindustria Nautica e Deloitte hanno voluto approfondire questa dimensione, mettendo a disposizione di imprese e istituzioni uno strumento per orientare gli investimenti e valorizzare il contributo del turismo nautico allo sviluppo dei territori. Le infrastrutture portuali adeguate, i servizi qualificati e la formazione professionale sono le leve su cui lavorare per favorire una maggiore accessibilità, prolungare la stagione nautica e generare opportunità durature per le imprese e le comunità costiere.
