Uccise con la ricina: perquisito lo studio di Gianni Di Vita, padre e marito delle vittime

Investigazioni su omicidi a Pietracatella: perquisito studio di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime.

Il 29 settembre 2026, agenti della squadra mobile di Campobasso hanno perquisito lo studio di Gianni Di Vita, il marito e padre delle due vittime morte avvelenate con la ricina nei giorni a ridosso del Natale 2025. Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia, sono decedute il 28 e il 27 dicembre 2025 dopo aver ingerito il veleno. L’operazione si è svolta nell’ufficio di via Risorgimento 18, situato di fronte alla casa della famiglia Di Vita-Di Ielsi, e ha visto la partecipazione di personale specializzato dello SCO per l’estrapolazione dei dati da dispositivi elettronici.

Indagini su possibili motivi e contesti professionali

Le perquisizioni sono finalizzate a ricostruire eventuali legami tra l’attività professionale di Di Vita e il duplice omicidio. L’uomo, commercialista a Campobasso, gestiva insieme alla moglie Antonella, consulente del lavoro, un’attività che si svolgeva anche nei fine settimana presso un locale di proprietà della famiglia a Pietracatella. Tra le piste in esame c’è l’ipotesi di dissapori o contrasti maturati nell’ambito professionale, che potrebbero aver contribuito al movente del crimine. Gianni Alfonso, consulente informatico dell’avvocato Vittorino Facciolla, è stato l’unico a presentarsi durante le perquisizioni, mentre Di Vita è stato accompagnato in Questura per gli adempimenti legati al verbale di sequestro. Non sono ancora noti i motivi dell’interrogatorio né se l’uomo dovrà essere ascoltato dagli investigatori.

Contesto e luoghi delle indagini

Lo studio di Di Vita si trova al piano terra di un edificio in cui vive anche Laura Di Vita, cugina dell’uomo e già ascoltata dagli investigatori. Gli agenti hanno raggiunto l’ufficio passando dall’accesso posteriore, in un giorno di mercato a Pietracatella. L’inchiesta, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli, procede contro ignoti per duplice omicidio volontario aggravato dal mezzo venefico. L’ufficio è stato già interessato da sequestri nel luglio 2025, quando furono sequestrati il computer e le pen drive per l’analisi forense.

La procuratrice Antonelli ha incaricato personale specializzato dello SCO per l’estrazione di dati relativi a rapporti, relazioni e legami, nonché a eventuali annotazioni su alimenti consumati o malattie non conosciute. L’arco temporale delle indagini va dalla prima accensione dei dispositivi fino al giorno del loro ultimo utilizzo. Le operazioni hanno visto la partecipazione di avvocati, consulenti e parti offese, con l’obiettivo di ricostruire la vita e le relazioni delle vittime. Il tempo fissato per ultimare il lavoro è di 60 giorni salvo proroga. Le indagini proseguono con l’obiettivo di ricostruire l’ultimo periodo di vita delle vittime e di individuare eventuali elementi che possano chiarire il movente del crimine.