Vacanze e chemioterapia: «È possibile andare in vacanza»
L’oncologia moderna permette ai pazienti di vivere la quotidianità anche durante il trattamento.

Andare in vacanza durante un trattamento oncologico non è più un lusso impossibile. Salvo particolari controindicazioni, non è necessario rinunciare a questa esperienza, purché si rispettino alcune regole. L’obiettivo non è solo curare il tumore, ma permettere ai pazienti di vivere la propria quotidianità, per quanto è possibile. Questo è il messaggio chiave che emerge da un recente dibattito su come conciliare la vita sociale con la terapia. La qualità della vita, infatti, è considerata parte integrante del percorso terapeutico.
La vacanza come parte del percorso terapeutico
«Molte attività impensabili fino a qualche tempo fa, come le vacanze, possono far parte della normalità, sempre con le dovute precauzioni», spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia senologica dell’Istituto Pascale di Napoli. L’oncologia moderna invita a superare molti dei divieti che per anni hanno accompagnato le cure, senza mai abbassare la guardia. L’importante è imparare a convivere nel modo migliore con la malattia, mantenendo relazioni sociali e concedendosi momenti di benessere. La vita non deve essere interrotta per il trattamento. L’obiettivo non è rinunciare per principio, ma programmare in modo attento e responsabile. «Devono solo essere organizzate tenendo conto del calendario delle terapie, della durata degli spostamenti e della possibilità di ricevere assistenza sanitaria in caso di necessità», conclude il professore.
Precauzioni e attenzioni per evitare rischi
Le alte temperature possono accentuare la stanchezza e favorire la disidratazione, due condizioni comuni durante i trattamenti oncologici. Per questo motivo, è consigliabile evitare le ore più calde della giornata e organizzare le attività in base alle proprie energie. L’uso di creme solari ad alta protezione, il cappello e, se necessario, una t-shirt, sono strumenti essenziali per proteggersi dal sole. Non è necessario rinunciare completamente alla vita all’aria aperta. Inoltre, alcuni farmaci possono aumentare la sensibilità della pelle ai raggi ultravioletti, rendendo necessaria una maggiore attenzione. La possibilità di fare il bagno dipende dal tipo di terapia, dalle difese immunitarie e dall’eventuale presenza di ferite chirurgiche o dispositivi venosi. Per questo motivo, è sempre consigliabile consultare il proprio team di specialisti prima di organizzare una vacanza.
La malattia non può e non deve occupare ogni spazio della vita. Anche durante l’estate, è possibile vivere la quotidianità, purché si rispettino le indicazioni del team medico. «Ben vengano le vacanze», conclude il professore. «Devono solo essere organizzate tenendo conto del calendario delle terapie, della durata degli spostamenti e della possibilità di ricevere assistenza sanitaria in caso di necessità. Non bisogna rinunciare per principio: bisogna solo programmare».
