Willie Peyote: «Non c’è di che» racconta la fine di una relazione adulta

Willie Peyote parla del nuovo singolo “Non c’è di che” e della separazione adulta.

Willie Peyote ha raccontato il significato del nuovo singolo “Non c’è di che”, pubblicato il 16 settembre e in programmazione radiofonica dal 25 settembre. La canzone, nata osservando la fine di alcune relazioni adulte, esplora il tema del lasciare andare una persona, un concetto che il cantautore definisce come «un sottotesto profondo». L’uscita anticipa il Club Tour 2026, che partirà il 10 ottobre dal Vox Club di Nonantola e proseguirà fino al 7 novembre.

Un brano leggero ma con un messaggio profondo

«Mi piace molto innamorarmi, ma inizio già le cose pensando che finiranno», ha spiegato Willie Peyote durante un’intervista a Capital Records Pt.1. Il brano, nato da una miscela di ricordi personali e storie di amici che si sono lasciati dopo una lunga relazione, è stato presentato come una canzone attraversata dalla nostalgia per ciò che finisce, accompagnata però dalla serenità di riconoscere quando è giusto andare avanti.

Willie Peyote ha collegato il significato di “Non c’è di che” alla necessità di imparare ad accettare la decisione dell’altra persona quando un rapporto finisce. «Era un pezzo che cercava di sensibilizzare anche i maschietti adulti sul tema del lasciare andare una persona se non ne vuole più sapere», ha raccontato. Una storia che, per alcuni dei suoi amici, ha avuto un risvolto inaspettato: nel frattempo sono tornati insieme, «rovinando», come ha scherzato il cantautore, la narazione della canzone.

Il legame con Torino e la cultura hip hop

Il video del brano, ambientato in una grande casa nel quartiere Crocetta di Torino, vede inoltre protagonista l’attrice e ballerina Barbara Mainetti. Il legame con Torino ritorna diverse volte nella conversazione, con Willie Peyote che non nasconde quanto la propria identità sia ancora profondamente legata alla città in cui è nato. Dalla laurea in Scienze politiche alla cultura hip hop, il cantautore ha ricordato la sua formazione universitaria e la tesi dedicata agli eventi di Los Angeles legati al caso Rodney King.

Willie Peyote non ha dubbi su quale sia la sua categoria: «Io sono un romantico». Una visione che riconduce a una frase dello scrittore Enrico Remmert, presente in Falene: i sentimentali vorrebbero che le cose durassero per sempre, mentre i romantici riescono a trovare bellezza anche nella loro fine. Nonostante il ritorno in gara nel 2025 con “Grazie ma no grazie”, Willie Peyote non sembra intenzionato a partecipare nuovamente al Festival. «No, lo dico con grande certezza. Lo guarderò come tutti gli anni da casa, però insomma, ho dato», ha risposto senza esitazioni. Il Club Tour 2026, che partirà il 10 ottobre, vedrà Willie Peyote suonare il nuovo singolo e le canzoni di “Anatomia di uno schianto prolungato”, insieme ai brani che hanno segnato le diverse fasi della sua carriera.