USA revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana, Brasilia denuncia escalation di misure ostili

Usa revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana, Brasilia denuncia escalation di misure ostili

Ambasciatrice brasiliana a Washington, Usa revocano il visto, tensioni diplomatiche
Ambasciatrice brasiliana a Washington, Usa revocano il visto, tensioni diplomatiche

Washington ha revocato il visto all’ambasciatrice brasiliana Maria Luiza Ribeiro Viotti, un atto che ha suscitato reazioni forti da Brasilia, che lo ha definito un ulteriore passo nell’escalation di misure ostili. L’evento, avvenuto il 4 agosto, si colloca in un contesto di crescenti tensioni tra i due Paesi, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali brasiliane. L’azione degli Stati Uniti, annunciata da un funzionario americano, rappresenta un gesto diplomatico di rilievo, che si inserisce in un quadro di relazioni sempre più tese tra Washington e Brasilia.

Un atto diplomatico di rilievo

La decisione di revocare il visto all’ambasciatrice brasiliana è stata descritta come un atto diplomatico lorde, un gesto che riflette la crescente ostilità tra i due Paesi. Il funzionario del Dipartimento di Stato ha precisato che l’azione potrebbe essere sospesa se il Brasile dovesse concedere l’agrément all’ambasciatore americano Daniel Perez, nominato da Donald Trump nel giugno scorso ma non ancora entrato in funzione. L’ambasciatrice, tuttavia, non è stata espulsa dal territorio statunitense, ma semplicemente privata del visto, un passo che ha suscitato indignazione a Brasilia.

La decisione non è un fatto isolato, ma parte di un contesto di escalation di misure ostili.

Brasilia denuncia un’escalation di misure ostili

Il governo brasiliano, attraverso il portavoce del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, ha condannato l’atto come parte di un’escalation deliberata di misure ostili, motivata da ragioni ideologiche. L’escalation si colloca in un contesto di tensioni politiche e diplomatiche, con il governo Trump che ha imposto due onde di tasse sulle esportazioni brasiliane, accusando il Paese di pratiche commerciali non leali. Queste misure, insieme alla decisione di revocare il visto, rappresentano un ulteriore passo nella crisi tra i due Paesi.

Le relazioni tra l’amministrazione Trump e il governo brasiliano, notoriamente tese, sono state ulteriormente aggravate da una serie di scambi di accuse e misure punitive. Il governo brasiliano, a sua volta, ha rifiutato di concedere i visto a responsabili americani che avevano intenzione di incontrare le autorità elettorali, un episodio che ha alimentato le tensioni. Il funzionario americano ha sottolineato che il Brasile deve rispondere rapidamente e positivamente alla richiesta di agrément per l’ambasciatore americano, altrimenti l’equilibrio diplomatico non sarà ripristinato. Le fonti brasiliane non hanno confermato se l’ambasciatrice si trovi ancora a Washington, ma il funzionario americano ha precisato che, in caso di espulsione, l’ambasciatrice dovrà presentare una nuova richiesta di visto. L’azione degli Stati Uniti, sebbene non espulsiva, rappresenta un ulteriore segno di tensione tra i due Paesi, con il rischio di un ulteriore deterioramento delle relazioni diplomatiche.