Smantellamento tendopoli di San Ferdinando, Digiacco (Fdi): «Linea portata avanti per 15 anni confermata»
Smantellamento definitivo della tendopoli di San Ferdinando conferma la linea politica di Digiacco (Fdi) portata avanti per 15 anni.

La capogruppo di Fratelli d’Italia a San Ferdinando, Maria Carmela Digiacco, ha commentato il definitivo smantellamento della tendopoli del comune, sottolineando come la sua battaglia per la chiusura dell’area, durata quasi quindici anni, abbia portato a un risultato concreto. L’operazione, avvenuta il 31 luglio scorso, ha visto il ritrovamento di armi bianche, strumenti da scasso e persone senza permesso regolare, che sono state prontamente rimpatriate. Digiacco ha ribadito che le sue posizioni, spesso etichettate come razziste, erano mosse da ragioni di legalità, sicurezza pubblica e dignità dei lavoratori agricoli.
Un impegno durato quindici anni
Digiacco ha ricordato come il suo impegno per la chiusura della tendopoli sia iniziato nel 2010, quando denunciava le condizioni degradate e insicure dell’area, che ospitava braccianti agricoli. Non ha mai smesso di criticare le giunte comunali per l’immobilismo e la mancanza di azioni concrete, nonostante l’erogazione di fondi pubblici. Ha anche sottolineato come le sue posizioni, spesso contrapposte a quelle di esponenti politici, fossero motivate da una visione realista e legata alla salvaguardia del tessuto sociale locale. Con l’approvazione del nuovo Regolamento di Ospitalità, Digiacco ha scelto di astenersi dal voto, mantenendo una posizione di vigilanza critica. La sua decisione riflette un atteggiamento di attenta supervisione sull’attuazione del piano, con l’obiettivo di evitare che si formi un nuovo ghetto e di garantire un uso efficace delle risorse economiche.
La battaglia contro la tendopoli e la Fattoria Sociale
Durante il periodo di opposizione, Digiacco ha contestato pubblicamente i progetti come la «Fattoria Sociale», che lei riteneva non ammissibili per motivi di sicurezza e di proprietà. Ha anche criticato l’ipotesi di utilizzare case sfitte di privati per ospitare migranti, coadiuvati da Mimmo Lucano. La sua azione politica, spesso accompagnata da dichiarazioni forti e dirette, ha generato scontri con i vertici comunali, culminati in una querela archiviata nel 2018.
Le sue posizioni sono sempre state motivate da ragioni di legalità, sicurezza e dignità. Digiacco ha sottolineato come la sua battaglia fosse volta a tutelare i cittadini e a garantire una gestione trasparente dei fondi pubblici. La sua azione, che ha visto la collaborazione con politici nazionali come Maurizio Gasparri e Matteo Salvini, ha portato a un risultato concreto: la chiusura definitiva della tendopoli e il ricollocamento dei lavoratori regolari in alloggi dignitosi.
La sua battaglia, che ha visto la collaborazione con politici nazionali come Maurizio Gasparri e Matteo Salvini, ha portato a un risultato concreto: la chiusura definitiva della tendopoli e il ricollocamento dei lavoratori regolari in alloggi dignitosi. Digiacco ha espresso soddisfazione per la rimozione delle baracche, definendola una vittoria per il suo gruppo civico e per il partito. Tuttavia, ha ribadito che continuerà a occuparsi della gestione dei migranti stagionali, mantenendo una posizione critica e vigilante.
