Produzione industriale in Veneto in crescita, ma il divario tra settori persiste
Crescita del 3,3% nella produzione industriale in Veneto, ma il divario tra settori persiste. I dati di VenetoCongiuntura evidenziano un aumento del fatturato e ordini, ma con incertezze internazionali.

La produzione industriale in Veneto registra un aumento del 3,3% su base annua, con segnali positivi per alcuni settori, ma persiste il divario tra le filiere. Secondo i dati di VenetoCongiuntura, la crescita si attesta al +1,2% su base congiunturale, con un recupero del grado di utilizzo degli impianti industriali al 72%, in aumento rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, le imprese rimangono caute, con un clima di fiducia stabile ma non sufficiente a generare una crescita solida. La produzione a Padova cresce dell’1,1%, ma i settori tradizionali e ad alto valore aggiunto restano in stasi, mentre i comparti ad alta intensità tecnologica, come le macchine elettriche ed elettroniche, la gomma-plastica e i mezzi di trasporto, registrano un incremento significativo.
Settori tecnologici trainano la crescita
I comparti ad alta intensità tecnologica si rivelano i principali trainanti del settore industriale veneto, con un incremento del +6,3% per le macchine elettriche ed elettroniche, del +5,7% per la gomma-plastica e del +5,3% per i mezzi di trasporto. Questi settori, in particolare quelli legati all’automotive e alle tecnologie digitali, mostrano una forte ripresa, grazie alla crescita delle immatricolazioni di veicoli elettrici e ibridi. L’incremento del fatturato, che sale del +2,7% su base annua, conferma la tenuta del sistema produttivo, anche se le aspettative degli imprenditori per la seconda metà dell’anno rimangono caute. Solo il 38% delle imprese prevede un incremento del fatturato, mentre la propensione a nuovi investimenti rimane condizionata da fattori esterni come la volatilità dei mercati e i costi produttivi.
Un quadro di tenuta ma con limiti
La crescita del fatturato e degli ordini, che registrano un incremento del +2,7% e del +3,0% rispettivamente, indica una stabilità del mercato interno e estero. Tuttavia, i consumi delle famiglie rimangono prudenti, con un recupero incompleto del potere d’acquisto. L’export, pur in crescita del +1,8%, si riduce a causa delle tensioni geopolitiche e commerciali. L’industria padovana, forte del suo know how e di un solido portafoglio prodotti, mostra una resilienza notevole, ma si trova a dover affrontare cambiamenti e riassetti degli equilibri internazionali. Il presidente di Unioncamere del Veneto, Antonio Santocono, sottolinea che «la tenuta è un bene, ma manca la crescita solida e quel passo di slancio duraturo».
La situazione internazionale, segnata da conflitti politici, commerciali e militari, continua a influenzare le dinamiche economiche. L’Area euro mostra una crescita contenuta, con differenze significative tra i Paesi, mentre l’economia italiana si basa su investimenti pubblici legati al Pnrr e a Transizione 4.0/5.0. La domanda estera, in particolare per i prodotti padovani, ha registrato un aumento del 5% nel trimestre, ma rimane influenzata da fattori esterni come la crisi della manifattura tedesca e la normalizzazione della domanda da parte degli importatori americani. La congiuntura industriale in Veneto, pur mostrando una tenuta, richiede un impegno condiviso tra imprese e istituzioni per affrontare le sfide future.
