Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione. Il Pd si muove con una road map per il programma e le primarie
Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione. Il Pd si muove con una road map per il programma e le primarie.

Elly Schlein cerca di consolidare la coalizione interna del Pd, con un piano chiaro per il programma e le primarie. I timori dentro il partito su una leadership troppo distante dal territorio sono stati smentiti da dati concreti e da una strategia che punta su un patto con i territori. Il 2026 si presenta come un anno record per il finanziamento al Pd, con un incremento significativo del 2 per mille. La segretaria del Pd ha anche cercato di chiudere le polemiche interne sui voti riformisti, sottolineando il sostegno del 96 per cento del partito alle risoluzioni congiunte. La sfida con Giuseppe Conte, però, resta aperta, soprattutto sul tema dell’invio di armi all’Ucraina, che rimane il vero scoglio del programma.
Un patto con i territori per il 2 per mille
Il Pd ha messo in atto una scelta strategica per rafforzare il legame con i territori, aumentando la percentuale del 2 per mille destinata alle strutture locali, dal 20 al 25 per cento. Questo ha attivato una rete di supporto che ha portato a risultati concreti, come la regolarizzazione di debiti e l’acquisto di immobili in diverse città. A Bologna, ad esempio, è stato raggiunto un accordo per pagare 2 milioni di arretrati in vent’anni, mentre a Roma è stato sottoscritto un accordo tra Futuro Storico e l’associazione proprietaria di immobili che ospitano i circoli del Pd. Il tesoriere Michele Fina ha sottolineato che il 2026 è un anno record, con un incremento di 374 mila euro rispetto al 2025.
Il numero di scelte per il 2 per mille ha superato il record del 2019, con quasi 522mila persone che hanno optato per il finanziamento. Il risultato a fine luglio è di 524.840 persone che hanno scelto di optare per il finanziamento al Pd, per un valore di 8.113.976 euro. Fina ha anche sottolineato che nel 2026 raccogliamo in sei mesi quello che nel 2023, appena arrivati, raccogliamo in un intero anno. La spiegazione sta in una scelta importante, compiuta da Fina per conto della segretaria: un patto con i territori, che oggi ricevono una percentuale importante del 2 per mille.
Le primarie e la strategia di Schlein
Le primarie sono inevitabili, e Schlein non sembra intenzionata a fare passi indietro per trovare un nome condiviso. Il partito non mostra segni di un accordo tra i due candidati, e non è previsto un ritorno di nomi come Silvia Salis o Gaetano Manfredi. La strategia di Schlein è quella di procedere con «avanti tutta», con l’obiettivo di vincere le primarie. La road map prevede la chiusura del programma a ottobre e l’apertura dei gazebo tra dicembre e gennaio. Le regole saranno definite con un voto online e un albo degli elettori, ma il tema dell’invio di armi all’Ucraina rimane il punto più sensibile.
Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, ha idealmente messo la sua leadership a capo di un’alleanza «contro il riarmo», ma il tema dell’invio di armi all’Ucraina rimane il vero scoglio. Schlein ha capito che la soluzione non arriverà per miracolo, ma attraverso un dibattito e una strategia condivisa. La segretaria ha anche sottolineato che il partito ha spostato il suo asse sul no all’aumento delle spese militari, cambiando la sua linea rispetto al 2022. Il 13 settembre a Reggio Emilia si terrà la chiusura della festa nazionale dell’Unità, un momento chiave per il partito.
La leadership di Schlein è in salita, ma il Pd ha dimostrato capacità di rinnovamento.
