Bernardo Gozzini: il caldo estremo e le mappe di Bernacca hanno segnato la sua vita

Bernardo Gozzini, ex amministratore del LaMMA, racconta l’impatto del caldo estremo e l’influenza di Bernacca sulla sua carriera

Bernardo Gozzini racconta l'impatto del caldo estremo e l'influenza di Bernacca sulla sua carriera
Bernardo Gozzini racconta l’impatto del caldo estremo e l’influenza di Bernacca sulla sua carriera

Firenze, 9 agosto 2026 – Bernardo Gozzini, storico amministratore unico del Consorzio LaMMA, il servizio meteorologico della Regione Toscana e del Cnr, ha raccontato come il caldo estremo e le mappe di Bernacca abbiano segnato la sua vita. Da bambino, guardava il programma “Che tempo fa?” del colonnello Bernacca, che lo affascinava con i suoi modi eleganti e le mappe che illustravano il tempo. Queste immagini e gesti, che simulavano il movimento delle correnti, hanno lasciato un’impronta profonda nel suo percorso di vita.

Le mappe di Bernacca e l’influenza sulle sue scelte

“Da bambino guardavo ‘Che tempo fa?’ del colonnello Bernacca. I suoi modi eleganti, gentili ma anche buffi mi affascinavano: con la bacchetta indicava sulle mappe il sole, il vento e poi con i gesti delle mani simulava lo scorrere delle correnti o altro. Sì, forse tutto è iniziato così”, ha ricordato Gozzini. Questo interesse per la meteorologia, pur non essendo direttamente legato ai suoi studi, ha influenzato le sue scelte di vita e di carriera.

Le mappe di Bernacca hanno segnato la sua crescita e la sua passione per la scienza.

Nonostante l’interesse per il meteo, Gozzini ha seguito un percorso diverso. Ha frequentato il liceo classico, il Dante, e poi si è iscritto all’Agraria, grazie al legame con la natura che aveva con il nonno, che gestiva un’azienda agricola tra Perugia e Assisi. “Mi piaceva il contatto con la natura”, ha spiegato. Tuttavia, non è stato un percorso facile: “Non buono: in famiglia ero la pecora nera, i miei fratelli erano molto più bravi. Sono stato anche rimandato a settembre. Forse avrei dovuto scegliere lo scientifico visto che se ho preso 37/60 alla maturità è grazie al buon esito dell’orale di matematica.”

La meteorologia e la sua carriera: un legame che si è rafforzato

La meteorologia è entrata nella sua vita dopo la laurea, quando ha scelto un tema innovativo per la sua tesi: “Studio di un impianto per l’essiccazione dei foraggi funzionante ad energia solare, destinato ad una stalla per lattifere”. Questo argomento, già all’epoca innovativo, nascondeva un interesse per le energie rinnovabili e lo studio delle variabili meteorologiche applicate all’ambiente. Subito dopo, ha iniziato a lavorare per Confagricoltura, e nel 1989 ha iniziato a lavorare per il Cnr, grazie a una borsa di studio sul tema del vino, guidata dal professore Giampiero Maracchi, che lo ha introdotto al mondo della biometeorologia.

La carriera di Gozzini ha visto un’evoluzione da studente a ricercatore e poi a leader del LaMMA.

“Solo nel 1999, dopo un lungo precariato, sono diventato ricercatore di terza fascia del Cnr”, ha ricordato. Il LaMMA, il servizio meteorologico della Regione Toscana e del Cnr, è diventato un punto di riferimento per lui. “Grazie al LaMMA ho potuto coniugare la parte di ricerca relativa a metereologia e climatologia col fine di fornire un servizio meteo ai cittadini. In quanto ricercatore del Cnr ho sempre pensato che le ricerche dovessero servire non solo alle pubblicazioni scientifiche quanto a trovare delle applicazioni concrete nella vita di tutti i giorni.”

Il caldo estremo e il cambiamento climatico: un tema sempre più presente

Oggi, con il caldo estremo che colpisce Firenze e tutta la Toscana, Gozzini ha visto un cambiamento significativo. “Sono gli effetti del cambiamento climatico: da ragazzi, quando si usciva la sera in bici o in motorino, si portava sempre un giubbotto o una felpa. Alle arene estive venivano date anche le coperte per non patire il freddo durante il film”, ha ricordato. Questi ricordi, che risalgono a decenni fa, oggi sembrano essere tornati con forza.

Il caldo estremo non è più un evento raro, ma una realtà quotidiana.

“Il 1985 è stato anche l’anno del caldo e della siccità. L’invaso di Bilancino ancora non era stato costruito. Mi ricordo che quell’estate dai Renai all’Anconella fu portata l’acqua con un tubone. In città c’era il rischio di restare a secco”, ha raccontato. Anche nel 1983, le temperature arrivarono a 42-43 gradi, con picchi che duravano due-tre giorni. Oggi, invece, il caldo rovente va avanti da tanti giorni con queste notti tropicali che non ci danno respiro.