Effetto domino, anche l’Austria invia migranti in Italia

L’Austria invia migranti in Italia dopo il nuovo Patto europeo, tensioni con Berlino e opposizioni critiche.

Autorità austriache inviano migranti in Italia, tensioni politiche e dibattito su nuove regole
Autorità austriache inviano migranti in Italia, tensioni politiche e dibattito su nuove regole

Da quando il 12 giugno si è aperto un nuovo capitolo sulla gestione dei migranti, l’Italia ha visto tornare a bussare alla sua porta l’Austria, che ha iniziato a richiamare alcuni richiedenti asilo. L’effetto domino, che aveva visto prima la Germania e poi la Svizzera, si estende ora a sud, con Vienna che cerca di costruire un contrappeso al sistema di Dublino. La situazione, tuttavia, si complica con tensioni con Berlino, dopo il rifiuto del Viminale a tre trasferimenti considerati coperti dalla “sanatoria” concordata lo scorso anno, incluso il caso della somala Faduma Abdirisaq Warsame.

Un gioco di pesi e contrappesi

Il nuovo Patto europeo sulle migrazioni, su cui Roma aveva puntato per alleggerire il peso del vecchio sistema di Dublino, mostra anche l’altra faccia: i partner possono tornare a chiedere all’Italia di riprendersi chi da qui ha fatto rotta verso il resto d’Europa. I dati del Viminale indicano che, dal dicembre 2022 alla fine del 2025, sull’Italia si sono accumulate circa 80mila richieste di presa in carico, mentre i trasferimenti si sono praticamente fermati dopo la circolare con cui Matteo Piantedosi aveva chiuso ai rientri. Nel quinquennio precedente erano invece tornati oltre 17mila dublinanti.

La situazione si complica ulteriormente con l’incertezza su dove tracciare la linea tra il vecchio corso e il nuovo. L’Austria, con quattro richiedenti asilo già trasferiti, ha aperto una porta che, se si continua a seguire il trend, potrebbe portare a un aumento significativo delle richieste. Il governo italiano, però, non sembra disposto a cedere facilmente, soprattutto dopo il rifiuto a trasferimenti considerati già coperti. La tensione con Berlino si fa sentire, ma Roma cerca di costruire un equilibrio con i partner del sud.

Un confronto delicato con la Germania

Il governo italiano punta a far valere anche gli sbarchi delle ong di altri Paesi, con lo sguardo rivolto soprattutto alla Germania di Friedrich Merz, alle prese con le urne in Sassonia. L’ultradestra dell’AfD, che ha guadagnato circa venti punti nei sondaggi, si basa soprattutto sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’esigenza di un contrasto coordinato ai trafficanti e rafforzamento della dimensione esterna della UE, dopo la telefonata con il ministro tedesco Wadephul.

Il dialogo tra Italia e Germania, pur con priorità alle migrazioni, si svolge in un contesto di tensioni. L’Italia, pur contando sull’asse con la premier danese Mette Frederiksen e sui 22 Paesi che hanno richiamato la necessità di blindare le frontiere esterne, cerca di fare massa critica con Grecia, Malta e Cipro. All’orizzonte si prepara il confronto più delicato con il tedesco Alexander Dobrindt, senza escludere un faccia a faccia già nei prossimi giorni. Le opposizioni leggono il rovescio della medaglia. Riccardo Magi attacca il Patto sostenuto da Meloni, definendolo un “flop colossale”, trovando l’eco di Angelo Bonelli, che denuncia un “effetto domino” dopo la stretta italiana su Schengen con la Spagna. Carlo Calenda, a sua volta, sintetizza che il governo ha ormai aperto il “vaso di Pandora”. La situazione si complica, ma l’Italia cerca di mantenere il controllo su un sistema che sembra sempre più in bilico.