Scafati, il consigliere Carotenuto critica la gestione dei lavori di via De Gasperi
Nuova ordinanza a Scafati per la chiusura di via De Gasperi, il consigliere Carotenuto critica la gestione dei lavori e la mancanza di programmazione.

La nuova ordinanza di chiusura di via De Gasperi a Scafati ha riaccenduto il dibattito su come vengono gestiti i lavori pubblici nella città. Il consigliere comunale di Scafati Arancione, Francesco Carotenuto, ha espresso preoccupazione per la mancanza di programmazione e per i ritardi che hanno portato a una scadenza di chiusura slittata al 18 settembre. L’ordinanza, pubblicata il 26 agosto 2026, riguarda il cantiere della rete fognaria, un intervento necessario ma che ha causato disagi per residenti, commercianti e automobilisti.
Un’opera necessaria, ma male gestita
Carotenuto ha sottolineato che i lavori sono necessari, ma la gestione dell’intervento non lo è. L’Amministrazione, a suo parere, non ha programmato in modo adeguato i tempi e le conseguenze dei cantieri. “I lavori sono necessari. L’improvvisazione no”, ha detto il consigliere, riferendosi al fatto che la scadenza iniziale era prevista per l’inizio di agosto, ma è stata spostata al 18 settembre. Questo slittamento ha causato ulteriori settimane di chiusura e di difficoltà per chi vive e lavora nella zona.
La domanda che il consigliere si pone è chi controlla realmente l’andamento dei lavori. Il consigliere ha anche criticato il modo in cui l’Amministrazione comunica e gestisce i progetti. “Perché amministrare una città non significa pubblicare video su Facebook, tagliare nastri o trasformare ogni intervento pubblico in uno spettacolo social. Governare significa programmare. Coordinare. Vigilare. Pretendere il rispetto dei tempi. Prevedere i problemi prima che esplodano”, ha sottolineato. Secondo il consigliere, la gestione dei lavori pubblici a Scafati procede più per correzioni successive che attraverso una programmazione preventiva.
Disagi e critiche per la viabilità
Il consigliere ha evidenziato come la chiusura del tratto di via De Gasperi abbia riversato il traffico su altre strade circostanti, aggravando il problema della viabilità. “Altri giorni di chiusura. Altri disagi. Altri danni per i commercianti. Altri problemi per i residenti”, ha detto Carotenuto, aggiungendo che la scadenza del 18 settembre arriva a ridosso della riapertura delle scuole, quando la viabilità cittadina è destinata a tornare sotto pressione.
La gestione dei lavori non è solo un problema di tempi, ma anche di responsabilità. Carotenuto ha sottolineato come i commercianti e i residenti siano i principali colpiti da questa situazione. “I commercianti di via De Gasperi e delle zone interessate stanno pagando un prezzo altissimo. Parliamo di persone che ogni mattina alzano una serranda, pagano dipendenti, tasse, utenze e fornitori e che meritano almeno di sapere con certezza quando potranno tornare a lavorare in condizioni normali”, ha sottolineato il consigliere. Il consigliere ha chiesto all’Amministrazione una risposta chiara sulla data di riapertura di via De Gasperi. “Adesso l’Amministrazione dica chiaramente alla città: il 18 settembre via De Gasperi sarà realmente riaperta oppure dobbiamo prepararci all’ennesima proroga?”, ha chiesto Carotenuto. La richiesta è rivolta soprattutto a chi subisce gli effetti del cantiere. “Commercianti, residenti e cittadini meritano una risposta”, ha sottolineato il consigliere.
La posizione di Carotenuto si distingue per una critica alla gestione, non all’opera stessa. “Noi non contestiamo le opere. Contestiamo un’Amministrazione che dovrebbe governare i lavori e che invece sembra limitarsi a rincorrerli”, ha detto. “Scafati ha bisogno della rete fognaria, certamente. Ma ha bisogno anche di un’Amministrazione capace di controllare i cantieri, tutelare commercianti e residenti, organizzare la viabilità e pretendere il rispetto dei cronoprogrammi.” La stoccata finale è ancora più netta: “Perché i lavori pubblici non sono uno show da raccontare sui social. Sono una cosa seria. E una città seria: si governa con programmazione e responsabilità, non con video, propaganda e improvvisazione.”
