L’Italia tiene mentre la Germania riparte e la Francia rallenta

L’Italia mostra segni di ripresa mentre la Germania si rialza e la Francia frena, con dati positivi su PIL e export.

L'Italia mostra segni di ripresa con dati positivi su PIL e export, mentre la Francia frena e la Germania si rialza
L’Italia mostra segni di ripresa con dati positivi su PIL e export, mentre la Francia frena e la Germania si rialza

La Germania sembra riprendersi, l’Italia mostra segni di stabilità e la Francia si trova in una situazione di decelerazione. Questi i primi dati del trimestre 2026, che segnano un cambiamento di rotta in Europa. La revisione al rialzo della crescita del PIL tedesco nel secondo trimestre, la riduzione del PIL francese in entrambi i trimestri e l’export italiano superiore a quello giapponese sono i fatti chiave che emergono. Inoltre, il Financial Times ha riconosciuto i progressi fiscali dell’Italia, contrapponendoli alla situazione francese, indicata come l’economia che «sta rimpiazzando l’Italia come punto focale delle preoccupazioni del mercato circa la sostenibilità del debito europeo». Questi dati, però, non sono solo numeri: rappresentano un cambiamento di tendenza che potrebbe influenzare le dinamiche economiche dell’Unione Europea.

Un PIL in crescita, ma con differenze significative

La Germania, dopo anni di stagnazione, ha registrato una revisione al rialzo del PIL nel secondo trimestre 2026, passando da +0,2% a +0,3%. Questo incremento è stato principalmente spinto dall’aumento delle esportazioni, in particolare di prodotti chimici, elettronica e mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli. La crescita tedesca, tuttavia, non è paragonabile a quella italiana. Mentre il PIL tedesco registra un modesto +1,9% dal quarto trimestre del 2019, l’Italia ha visto un incremento del 7,7% nello stesso periodo. Anche se la Germania ha un PIL più “sgonfio”, i segnali del primo e del secondo trimestre di quest’anno sono incoraggianti, così come l’ultimo indice di fiducia IFO.

La Francia, invece, ha visto una riduzione del PIL nel primo e nel secondo trimestre 2026, con la crescita congiunturale del secondo trimestre rivista al ribasso da +0,2% a zero. La crescita annuale del PIL francese si fissa in un modesto +0,31%, ben al di sotto di quella tedesca e italiana. La decelerazione francese è aggravata da una forte perdita del potere d’acquisto delle famiglie, che ha registrato un calo del -0,1% nel primo trimestre e del -0,5% nel secondo. I commentatori francesi hanno attribuito questa situazione al calo estivo della produzione agricola, ma il calo era già stato forte nel primo trimestre. Con un PIL più “sgonfio”, sarà estremamente difficile per il governo transalpino centrare gli obiettivi di deficit prefissati, già molto laschi.

Un export in crescita e un miglioramento delle finanze pubbliche

Il successo dell’Italia nel campo dell’export è stato ulteriormente confermato dai dati del WTO, che mostrano che l’export cumulato su dodici mesi a fine giugno è risultato per il terzo mese consecutivo superiore a quello del Giappone. Questo risultato rappresenta un successo senza precedenti storici per il Made in Italy. L’Italia, con il suo export in dollari superiore a quello nipponico in tutti i mesi del 2026, dimostra una capacità di competere a livello globale. Tuttavia, restano ancora deboli i consumi delle famiglie e gli investimenti in costruzioni, fattori che potrebbero influenzare la crescita futura.

Il Financial Times ha sottolineato che l’Italia sta dimostrando un impegno significativo per stabilizzare i propri conti pubblici. Il rapporto debito/PIL dell’Italia è precipitato dal 154% del 2020 al 139% quest’anno, mentre quello della Francia è salito dal 114% al 117%. Inoltre, l’Italia è già in avanzo statale primario, mentre il budget francese si è ampliato oltre il 5% del PIL. Questi dati sono stati riconosciuti dagli investitori internazionali, che stanno iniziando a disinvestire dai titoli di Stato francesi e a investire in quelli italiani.

Il Financial Times ha anche sottolineato che l’Italia sta riuscendo a migliorare le sue finanze pubbliche, un aspetto che ha ricevuto riconoscimento anche da parte degli osservatori internazionali. I rendimenti sui bond governativi decennali italiani, che per anni sono stati trattati sopra quelli francesi, si sono mossi per la maggior parte dell’estate al di sotto di questi ultimi. Questo indica una maggiore fiducia da parte dei mercati nell’economia italiana. Tuttavia, è fondamentale che il Paese non abbandoni la disciplinata ed apprezzata linea intrapresa, soprattutto considerando che gli investitori hanno buona memoria e ricordano ancora bene la crisi finanziaria del 2011.