Campania, maglia nera per reati a mare: 4002 illeciti nel 2025

Campania si conferma maglia nera per reati a mare: 4002 illeciti nel 2025, 39 milioni di euro in sanzioni.

Campania, mare incontrollato: 4002 illeciti e 39 milioni di euro in sanzioni
Campania, mare incontrollato: 4002 illeciti e 39 milioni di euro in sanzioni

La Campania si conferma, anche nel 2025, la regione italiana con il maggior numero di reati a mare, con 4002 illeciti accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto. Il dato emerge dal ventottesimo report “Mare Monstrum” di Legambiente, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica, Angelo Vassallo. Tra i numeri più significativi, si segnala un totale di 4744 illeciti amministrativi, per un valore complessivo di 39.118.842 euro in sanzioni.

La Campania al primo posto per reati e sanzioni

La regione detiene il primato nazionale per il numero di reati accertati, con 1.655 casi, il 22,6% del totale italiano. Tra questi, 1.516 persone sono state denunciate, 33 arrestate e 877 sequestri effettuati. Il report sottolinea come la Campania sia anche leader per il numero di sanzioni amministrative, con 2.129 casi, il 19% del totale nazionale. Inoltre, 1.750 illeciti amministrativi sono stati irrogati, per un valore complessivo di 71.281 euro.

La Campania si distingue per la gravità dei reati in diversi settori. Tra i dati più preoccupanti, si segnala il 18,8% dei reati accertati a livello nazionale per il ciclo del cemento illegale. Gli illeciti penali sono infatti 1.166, le persone denunciate 1.386 (il 21,4% del totale) e quelle arrestate due, i sequestri sono 197. Inoltre, la regione è al primo posto per il numero di illeciti amministrativi, con 2.129 casi, il 19% del totale nazionale.

Legambiente: serve un sistema più efficace

Legambiente ha ribadito l’esigenza di rafforzare il ruolo e le attività delle istituzioni coinvolte, come i Comuni, la Regione e l’Arpa. Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente, ha sottolineato la necessità di potenziare l’attività di demolizione degli immobili abusivi, non prevedere nuovi condoni e migliorare il sistema di fognature e depurazione. L’organizzazione ha anche proposto un decalogo di misure, tra cui l’affidamento ai orefetti per l’abbattimento degli abusi edilizi non demoliti, il finanziamento di 100 milioni di euro l’anno per il Fondo di rotazione e l’ammodernamento dei sistemi fognari.

La Campania è quinta nella classifica della pesca illegale, ma si distingue per la gravità dei reati in altri settori, come l’inquinamento marino e l’uso illegale di cemento. I dati evidenziano una situazione di criticità, con un numero elevato di sequestri e denunce, ma anche una mancanza di interventi efficaci per contrastare il fenomeno. L’attenzione si concentra soprattutto sui reati di natura amministrativa, che rappresentano il 19% del totale nazionale. La regione, pur mantenendo un ruolo di primo piano per la gravità dei reati a mare, mostra una serie di criticità che richiedono interventi mirati e una maggiore collaborazione tra le istituzioni locali e nazionali. L’emergenza non sembra mostrare segni di miglioramento, e le sanzioni, pur elevate, non sembrano bastare a deterrenza. La Campania, quindi, rimane una delle regioni più problematiche in tema di legalità e controllo delle attività illegali sulle coste.