Nuove indagini su Elisa Claps e complicità istituzionali
Nuove indagini aperte su Elisa Claps e complicità istituzionali e religiose.

Il 3 luglio 2026, la Procura di Potenza ha aperto nuove indagini sull’omicidio di Elisa Claps, una studentessa scomparsa nel 1993 e ritrovata morta nel 2010. L’obiettivo è chiarire se Danilo Restivo, l’uomo condannato per il suo delitto, abbia beneficiato di complicità istituzionali o di silenzi da parte della Chiesa. Il fratello della vittima, Gildo Claps, ha rivelato che da due anni le indagini sono state riaperte con determinazione, anche se molti non ne erano a conoscenza.
Un caso lungo 17 anni
Elisa Claps sparì nel nulla il 12 settembre del 1993, senza lasciare traccia. Solo il 17 marzo 2010, il suo corpo fu rinvenuto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Questo ritrovamento accelerò le indagini, portando alla condanna di Danilo Restivo, che nel frattempo si era trasferito in Inghilterra e aveva commesso un altro omicidio. Restivo sconta 40 anni di carcere, mentre per il delitto di Elisa è stato condannato a 30 anni.
Non si è mai appurato se Restivo abbia goduto di complicità nell’occultarne il corpo. Inoltre, non si sa se qualcuno avesse visto il cadavere prima del 2010 ma non avesse denunciato. La famiglia di Elisa, attraverso Gildo Claps, ha espresso la sua preoccupazione e chiede una risposta. «Siamo ottimisti, credo che sia un bel segnale anche per le tante famiglie i cui casi sono ormai sepolti: non disperate mai», ha detto il fratello della vittima.
Un legame con il programma “Chi l’ha visto?”
Le indagini, che si svolgono in un contesto di tensione e attenzione pubblica, sono state oggetto di dibattito e di attenzione da parte di media e opinionisti. La famiglia di Elisa ha anche rivolto un messaggio di gratitudine a Federica Sciarelli, la conduttrice del programma “Chi l’ha visto?” che ha seguito la vicenda per anni. «Federica, devo chiudere con un abbraccio a te, la donna che ci ha tenuti incollati allo schermo e che ci ha fatto vivere e aspettare il mercoledì sera per avere notizie», ha detto Filomena Iemma, madre di Elisa.
La famiglia di Elisa chiede i danni alla Curia per eventuali responsabilità. La Procura di Potenza, con la sua determinazione, cerca di chiarire eventuali complicità e silenzi che potrebbero aver contribuito al ritardo nella giustizia. La famiglia di Elisa, con la sua tenacia, continua a sperare in un risarcimento e in una verità piena.
Le nuove indagini rappresentano un passo avanti nella ricerca della verità su un caso che ha segnato la vita di una famiglia e ha suscitato interesse nazionale. La Procura di Potenza, con la sua determinazione, cerca di chiarire eventuali complicità e silenzi che potrebbero aver contribuito al ritardo nella giustizia. La famiglia di Elisa, con la sua tenacia, continua a sperare in un risarcimento e in una verità piena.
