Omicidio di Saman, la sepoltura con cura svela coinvolgimento di almeno due persone
Nuove indagini sulla sepoltura di Saman Abbas rivelano almeno due persone coinvolti, corpo calato con attenzione.

La sepoltura del corpo di Saman Abbas, la ragazza uccisa a Novellara il primo maggio del 2021, ha rivelato dettagli inaspettati che potrebbero influenzare il processo in corso. L’archeologo forense Dominic Salsarola, interrogato alla Corte d’Assise d’Appello di Bologna, ha spiegato come la salma fosse stata calata con attenzione, non gettata, e che la posizione del corpo suggerisce l’intervento di almeno due persone. Questi elementi vengono valutati per verificare la compatibilità con le dichiarazioni del suo zio, Danish Hasnain, che aveva raccontato che i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq avessero seppellito la giovane. La sentenza che ha assolto i cugini è stata criticata durante il processo in appello.
La dinamica della sepoltura e le analisi del perito
Secondo Salsarola, il corpo di Saman era stato ritrovato il 18 novembre 2022 in un casolare abbandonato vicino alla casa di famiglia. La posizione del corpo, con il volto rivolto al cielo e le braccia disposte in modo ordinato, ha suscitato interesse. «La salma venne “calata, non buttata”, con un’attenzione insolita per un omicidio di questa natura», ha spiegato il perito. «Venne deposta quasi con rispetto, sebbene forse non sia la parola più adatta». Queste osservazioni mettono in discussione la versione fornita dallo zio, che aveva affermato che i cugini fossero stati i responsabili della sepoltura.
Le dichiarazioni dello zio e il suo ruolo
Dopo l’audizione del perito, lo zio di Saman, Danish Hasnain, ha rilasciato dichiarazioni in aula. «Quando scavavano ero presente, ma quando l’hanno sepolta non ero più lì. Mi hanno chiesto di aiutarli e io mi sono rifiutato. Ad alta voce ho detto di no, loro mi hanno detto di abbassare la voce e hanno ripreso in silenzio. Si sono allontanati con la salma e non ho visto come l’hanno sepolta», ha raccontato. Queste parole, sebbene non confermino direttamente l’azione dei cugini, aggiungono un elemento di ambiguità al racconto iniziale.
Il processo per l’omicidio di Saman, avvenuto tra il 30 aprile e il primo maggio 2021, vede coinvolti il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen (che non ha partecipato all’udienza), lo stesso zio Danish Hasnain e i due cugini. Fu proprio Danish, dopo l’arresto, a rivelare il luogo in cui la nipote era stata sepolta, un dettaglio che ha suscitato dibattito durante il processo in appello.
La ricostruzione del perito ha messo in luce un’attenzione insolita nella sepoltura. La posizione del corpo e la maniera in cui è stato calato suggeriscono un coinvolgimento di almeno due persone. Le dichiarazioni dello zio hanno aggiunto un elemento di ambiguità al racconto. La Corte d’Assise d’Appello valuta se le analisi forensi siano compatibili con le testimonianze. La verità sulla sepoltura di Saman rimane in sospeso, con nuovi elementi che potrebbero modificare la prospettiva del caso.
- Il corpo di Saman non fu gettato, ma calato con cura.
- Il perito ha sottolineato l’improbabilità di un solo individuo nella sepoltura.
Il processo proseguirà con ulteriori testimonianze e analisi, cercando di chiarire i dettagli di un omicidio che ha scosso una comunità intera.
