Incendio al ristorante dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro
Incendio al ristorane dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro, indagini in corso per identificare l’autore.

Un incendio tentato al ristorante dei fratelli Bianchi a Artena, nella notte tra domenica e lunedì, ha suscitato preoccupazione e attenzione in vista dell’anniversario del dramma di Willy Monteiro Duarte, ucciso a Colleferro sei anni fa. Gli investigatori stanno analizzando l’eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza per identificare l’autore del gesto, che potrebbe avere un messaggio chiaro legato al ricordo del giovane di Paliano. Nonostante la vicinanza temporale tra l’omicidio e l’episodio di Artena, al momento non esistono elementi accertati che collegino i due fatti.
Un ricordo che non si è spento
Willy Monteiro Duarte, 21 anni, era un ragazzo mite e espansivo, pronto ad aiutare il prossimo. La sua vita è stata stroncata nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020, durante un pestaggio insensato che ha scosso l’opinione pubblica. Nonostante alcuni nella zona continuino a minimizzare l’accaduto, la tragedia è vissuta come una macchia indelebile. La sua morte ha portato condanne definitive a quattro uomini, tra cui i due fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, che nel 2026 hanno visto confermato l’ergastolo per Gabriele.
Il fratello Alessandro Bianchi, invece, si è distaccato dalla vicenda. Anche ieri era presente nel suo locale e ha liquidato l’incendio con poche parole: «È stato qualche ragazzino, non mi interessa nulla, non voglio parlare». Ma la sua storia non è finita: il 6 ottobre 2022 ha avuto guai con la giustizia per guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro della patente.
La banda di Artena e i loro precedenti
I fratelli Bianchi, vicini a ambienti di estrema destra, erano noti per la loro ostentata ricchezza e la loro strafottenza. Praticavano sport da combattimento, come il Mma, e si facevano spaventare chiunque. Erano chiamati la “banda di Artena”, un paese storico terra di briganti. Tutti i quattro uomini condannati avevano già precedenti per lesioni, risse, minacce e spaccio di stupefacenti. Dopo l’omicidio, la comunità si è taciuta, ma la memoria di Willy non si è spenta.
La notte del pestaggio mortale, dopo aver lasciato Willy a terra, i due fratelli Bianchi, ancora sporchi di sangue, salirono sulla Audi Q7 nera con cui erano andati a Colleferro e sono tornati a bere birra proprio al Nai Bistrot di Artena, dove li hanno trovati i carabinieri “in evidente stato di alterazione psicofisica”, erano “stravolti” si dice nei verbali.
La vittima, Willy Monteiro Duarte, era di origine capoverdiana e aveva vissuto a Paliano. Era stato coinvolto in una lite e aveva aiutato un amico, ma era stato massacrato fino a morire esanime per le gravissime lesioni riportate. La sua morte ha scosso l’opinione pubblica, nonostante alcuni nella zona continuino a minimizzare l’accaduto.
Le indagini sull’incendio al ristorante di Artena sono coordinate dalla Procura di Velletri. I carabinieri hanno visitato il luogo e stanno cercando di individuare l’autore del gesto, che potrebbe essere legato al ricordo di Willy. L’uomo incappucciato avrebbe versato del liquido infiammabile sulla saracinesca del locale chiuso e appiccato il fuoco, ma le fiamme si sono spente senza propagarsi all’interno. I danni sono limitati, interessando solo una fioriera esterna.
Nonostante l’intento intimidatorio, non è chiaro se l’incendio sia legato direttamente all’omicidio di Willy. Gli investigatori non hanno ancora trovato elementi accertati che collegino i due fatti, ma la vicinanza temporale ha suscitato attenzione. La memoria di Willy, pur se minimizzata da alcuni, resta un simbolo di una tragedia che non si è dimenticata.
