DDL Caccia, le associazioni denunciano rischi per la biodiversità e la tutela degli uccelli selvatici
Le associazioni ambientaliste contestano il DDL Caccia per rischi alla biodiversità e tutela degli uccelli selvatici.
Le associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui LAV, LIPU, WWF, LAC, Legambiente e ENPA, hanno espresso forte protesta contro l’accelerazione del dibattito sul DDL Caccia, che potrebbe portare il provvedimento in Aula prima che siano completati gli esami degli emendamenti. La riforma, volta a modificare la legge 157 del 1992, è oggetto di critiche per potenziali impatti negativi sulla tutela degli uccelli selvatici e sulla conservazione della biodiversità. Le associazioni sostengono che alcune modifiche potrebbero violare gli obblighi europei e mettere a rischio la fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato.
La fauna selvatica come patrimonio dello Stato
Secondo le associazioni, la fauna selvatica è un bene pubblico e la sua tutela deve essere garantita nell’interesse della collettività. Le modifiche al DDL Caccia, in particolare quelle che prevedono l’allungamento dei periodi di caccia e l’estensione delle specie cacciabili, sono viste come un rischio per la conservazione della biodiversità. Inoltre, le associazioni segnalano che alcune norme potrebbero non rispettare gli standard europei sulla protezione degli uccelli selvatici, un tema che ha suscitato preoccupazioni anche da parte di ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
Le associazioni temono che l’accelerazione del dibattito possa compromettere il confronto approfondito sulle modifiche. Inoltre, le associazioni segnalano che la pratica del richiamo vivo, che prevede l’uso di animali vivi per attirare altre specie, è particolarmente contestata e potrebbe mettere a rischio la conservazione della fauna selvatica. La riduzione delle aree protette previste per le Regioni e la maggiore pressione venatoria legata all’ingresso di cacciatori stranieri sono altri aspetti che le associazioni considerano critici.
Le critiche all’iter parlamentare
Le associazioni non solo contestano il contenuto del DDL, ma anche la procedura seguita per il suo esame. Hanno sottolineato che il provvedimento è stato calendarizzato per novembre, nonostante l’esame degli emendamenti nella Commissione Agricoltura non sia ancora completato. Questo, secondo i critici, comprime il tempo disponibile per un confronto approfondito e potrebbe portare a decisioni non sufficientemente valutate. Inoltre, le associazioni chiedono che la Commissione possa terminare il proprio lavoro prima che il DDL venga portato in Aula, definendo la decisione del governo come una “forzatura istituzionale”.
Le associazioni richiedono che le modifiche siano valutate alla luce dell’articolo 9 della Costituzione. Per loro, la fauna selvatica non è un bene disponibile, ma un patrimonio che deve essere protetto per il bene comune. L’attore Alessandro Gassmann, ad esempio, ha già espresso preoccupazioni sul tema, rivolgendosi al presidente Mattarella, mentre le associazioni hanno chiesto il blocco della stagione venatoria, considerata particolarmente critica a causa del caldo, della siccità e degli incendi. La stessa ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha già smontato l’intero impianto su cui è costruita la riforma della caccia. Le associazioni temono che l’accelerazione del dibattito possa compromettere il confronto approfondito sulle modifiche e ridurre la possibilità di un’approvazione che rispetti gli obblighi europei e la tutela della biodiversità.
- Le associazioni contestano il DDL Caccia per rischi alla biodiversità e tutela degli uccelli.
- ISPRA ha smontato l’intero impianto della riforma della caccia.
- Le modifiche potrebbero violare gli obblighi europei sulla protezione degli uccelli.
- Le associazioni chiedono un confronto approfondito prima dell’approvazione del DDL.
