La famiglia di Elisa Claps denuncia mancanza di rispetto dopo la messa nella chiesa della Trinità
La famiglia di Elisa Claps denuncia mancanza di rispetto dopo la messa nella chiesa della Trinità, dove fu ritrovato il corpo della ragazza.

La famiglia di Elisa Claps ha espresso forte protesta dopo che l’arcivescovo di Potenza, monsignor Salvatore Ligorio, ha celebrato la prima Santa Messa nella chiesa della Santissima Trinità, dove fu ritrovato il corpo della ragazza scomparsa nel 1993. La chiesa, nel centro storico di Potenza, è stata riaperta il 24 agosto scorso dopo anni di lavori di restauro, ma la decisione di celebrare una messa in un momento così sensibile ha suscitato reazioni forti da parte dei familiari della giovane. «Prendiamo atto ancora una volta dell’assoluta mancanza di rispetto e dell’arroganza del vescovo Ligorio», ha scritto la famiglia, diffusa da Gildo, fratello di Elisa.
Un luogo legato a un passato drammatico
La chiesa della Santissima Trinità, luogo di preghiera per decenni, ha visto il ritrovamento del corpo di Elisa Claps il 17 marzo 2010, dopo che la ragazza era scomparsa il 12 settembre 1993. Dopo il ritrovamento, la chiesa rimase sotto sequestro fino all’aprile 2012, e successivamente fu chiusa per i lavori di ristrutturazione. Solo dal 24 agosto scorso è stata aperta al pubblico, per brevi ore, per la preghiera silenziosa, come indicato da una lettera del Papa a monsignor Ligorio. La famiglia, però, non ha accolto questa decisione come un atto di rispetto.
La famiglia ha sottolineato che la chiesa non è più un luogo di preghiera, ma un simbolo di dolore e di menzogne. «In un momento in cui milioni di persone seguendo la fiction hanno preso consapevolezza di quanto quella chiesa sia irrimediabilmente macchiata dal sangue e dalle menzogne che tra quelle mura si sono consumate, anziché il silenzio, come aveva peraltro indicato Papa Francesco, la Curia potentina sceglie ancora una volta la rimozione di quanto accaduto», ha scritto la famiglia. Le ultime due puntate della fiction su Elisa Claps sono in programma su Rai 1 martedì 7 novembre. La famiglia ha invitato i fedeli a leggere la targa che celebra le virtù di Don Mimi Sabia e a riflettere sul messaggio ipocrita che risuona in quella chiesa.
Il vescovo e la sua carica
Monsignor Salvatore Ligorio, arcivescovo di Potenza, ha rimesso il suo mandato a Papa Francesco il 13 ottobre scorso, al compimento dei 75 anni. La sua decisione di celebrare la messa nella chiesa della Trinità, nonostante le proteste della famiglia, ha suscitato commenti e dibattiti. La famiglia ha sottolineato che la chiesa non è più un luogo di preghiera, ma un simbolo di dolore e di menzogne. La protesta della famiglia non è solo un atto di rifiuto, ma una richiesta di rispetto per un passato che non può essere dimenticato.
Il fratello di Elisa, Gildo, ha anche sottolineato che «Hanno agito come dei ladri». La famiglia ha espresso la sua protesta attraverso un messaggio diffuso, che ha suscitato reazioni e dibattiti su come affrontare il passato e il dolore di una famiglia che ha vissuto un trauma profondo. La decisione di celebrare una messa in una chiesa legata a un evento così drammatico ha suscitato molte domande e preoccupazioni.
