La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio
La difesa di Massimo Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio, contestando l’ordinanza della Corte d’Assise.

La difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione per chiedere nuove analisi sui reperti legati al caso. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini sostengono che le argomentazioni presentate non sono state valutate in modo adeguato, e che le incongruenze documentali e cronologiche non sono state sufficientemente esaminate. La richiesta, che arriva per la nona volta, mira a verificare la documentazione cartacea, l’eventuale disponibilità del file digitale e l’utilità investigativa degli accertamenti già effettuati.
Le incongruenze nel caso Yara Gambirasio
Al centro della contestazione c’è la traccia 31G20, il campione di sangue trovato sugli slip della ragazza, dal quale è stato ricavato il profilo genetico di Ignoto 1, successivamente identificato con Bossetti. I difensori sostengono che gli accertamenti effettuati non dimostrerebbero la provenienza di quel profilo dalla traccia in questione. Inoltre, segnalano una presunta incongruenza cronologica: un frammento degli indumenti sarebbe stato consumato durante l’esame, rendendo impossibile fotografarlo successivamente, come invece sarebbe accaduto.
La difesa ha anche sollevato dubbi sulla presunta presenza di liquido seminale umano sul giubbino e sulla felpa di Yara, secondo il consulente della difesa Marzio Capra. Sono state menzionate anche le 54 provette contenenti materiale biologico attribuito a Ignoto 1 e un reperto pilifero non descritto nella documentazione medico-legale. La richiesta alla Cassazione è di annullare l’ordinanza e rinviare gli atti affinché venga svolta una nuova valutazione.
La difesa solleva dubbi sul DNA che ha incastrato Bossetti
Secondo i difensori, le analisi non hanno fornito prove sufficienti per confermare la provenienza del DNA di Bossetti dai reperti. La difesa sostiene che la valutazione non ha tenuto conto dei contenuti specifici della richiesta, e che le incongruenze non sono state sufficientemente chiarite. La Corte d’Assise ha respinto la richiesta, ritenendo che le argomentazioni non introducessero elementi nuovi e specifici.
La trasmissione de Le Iene, a cura di Luigi Pelazza, ha approfondito le mosse degli avvocati di Bossetti, che hanno ricevuto risposta negativa anche per quanto concerne eventuali nuove analisi sugli indumenti di Yara Gambirasio. Nonostante la difesa dubiti della provenienza del DNA che lo ha incastrato, i giudici hanno detto “no”, ritenendo che le argomentazioni non introducessero elementi nuovi e specifici.
La difesa di Bossetti continua a sollevare dubbi su alcune delle prove che hanno portato alla sua condanna. Con Luigi Pelazza, l’avvocato Claudio Salvagni ha ripercorso una serie di incongruenze che, secondo la difesa, non sarebbero mai state chiarite. Nella clip mostrata da Le Iene, sono state segnalate diverse anomalie anche sul corpo della ragazza, oltre al grande giallo che riguarda il ritrovamento del suo cadavere con segni non riconducibili alla ricostruzione fatta dagli inquirenti. Dai dettagli emersi, l’impianto accusatorio ai danni di Bossetti, ad oggi sembra scricchiolare.
- La difesa di Bossetti chiede nuove analisi sui reperti dell’omicidio di Yara Gambirasio.
- Le incongruenze documentali e cronologiche sono al centro della contestazione.
- La Corte d’Assise ha respinto la richiesta, ritenendo non nuovi gli elementi presentati.
La vicenda dei reperti relativi all’omicidio di Yara Gambirasio torna davanti alla Corte di Cassazione. Il muratore di Mapello, condannato all’ergastolo per l’uccisione della tredicenne di Brembate di Sopra, continua a essere oggetto di dibattito e contestazione da parte dei suoi avvocati. La difesa sostiene che le prove non sono state valutate in modo adeguato e che le incongruenze non sono state sufficientemente chiarite. La richiesta di nuove analisi rimane un tema centrale, anche se i giudici hanno ritenuto non nuovi gli elementi presentati.
