Lecco celebra la Madonna del Rosario: fede e tradizione al centro della città

Lecco celebra la Madonna del Rosario con una processione che unisce fede e tradizione, in un momento di riflessione e comunità.

Una tradizione che riunisce la città

La città di Lecco si è riunita oggi, domenica 4 ottobre, per celebrare la Festa della Madonna del Rosario, una tradizione radicata nella storia locale e che, attraverso la fede, invita a guardare oltre le distrazioni e l’indifferenza. La celebrazione, che ha preso il via con la Messa nella Basilica di San Nicolò, ha visto la partecipazione di cittadini, autorità e istituzioni, con un momento centrale rappresentato dalla processione solenne per le vie del centro. Il prevosto monsignor Bortolo Uberti ha presieduto la celebrazione, nel giorno in cui la Chiesa celebra anche San Francesco d’Assisi, unendo due figure spirituali che hanno profondamente segnato la cultura e la spiritualità del territorio.

La distrazione e l’indifferenza sono rischi per la fede, ha sottolineato Uberti nell’omelia, spiegando come la distrazione non sia solo sbadataggine, ma un rischio di essere “altrove”, mentre si perde l’essenziale. L’indifferenza, secondo il prevosto, porta a mettere ai margini anche la fede, nella convinzione che si possa vivere allo stesso modo “che lui ci sia o non ci sia”. L’invito, quindi, è a tornare all’essenziale, attraverso la Parola e l’esempio di Maria, che è “modello praticabile dell’ascolto”.

Un momento di riflessione e di comunità

Nell’omelia, Uberti ha sottolineato come la festa non sia più solo un evento del borgo, ma un momento di riflessione per tutta la città. “Siamo una città distratta”, ha detto, spiegando come la distrazione non sia solo sbadataggine, ma un rischio di essere “altrove”, mentre si perde l’essenziale. L’indifferenza, secondo il prevosto, porta a mettere ai margini anche la fede, nella convinzione che si possa vivere allo stesso modo “che lui ci sia o non ci sia”. L’invito, quindi, è a tornare all’essenziale, attraverso la Parola e l’esempio di Maria, che è “modello praticabile dell’ascolto”.

Le parole devono generare comunione e non divisione, ha ricordato Uberti, sottolineando l’importanza di una fede che non si limiti a rituali, ma si trasformi in azione concreta. Un passaggio dell’omelia è stato dedicato al bene comune e alla cura degli altri, con un invito a una dedizione per il bene comune che guardi non solo al presente, ma anche alle generazioni future. “Trascurare l’altro è trascurare noi stessi”, ha concluso il prevosto, richiamando l’attenzione sui drammi del tempo presente.

La processione, che ha avuto luogo alle 18, è stata accompagnata dal premiato corpo bandistico G. Donizetti di Calolziocorte, mentre lungo il percorso si sono raccolti numerosi cittadini. La partecipazione delle istituzioni, con il sindaco Filippo Boscagli, il questore Stefania Marrazzo e il vicepresidente della Provincia Mattia Micheli, ha dato ulteriore rilievo al momento. La tradizione, che risale al 1795, ha attraversato momenti difficili, come la sospensione durante la Prima guerra mondiale, ma è tornata a vivere con forza e partecipazione. La processione, con il simulacro della Madonna, è il cuore della festa, seguito da una benedizione sul sagrato della Basilica.

La Festa della Madonna del Rosario proseguirà nei prossimi giorni, con ulteriori eventi che coinvolgeranno la città e i suoi abitanti. Mercoledì 7 ottobre, alle 18, in Basilica è in programma la Messa comunitaria nella memoria liturgica della Madonna del Rosario, con la presenza dei sacerdoti nativi di Lecco e di quelli che hanno svolto in città il loro ministero. La sera, alle 21, sempre in Basilica, spazio invece allo spettacolo “Francesco e l’infinitamente piccolo”, con Lucilla Giagnoni e le musiche di Paolo Pizzimenti, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. L’ingresso è libero.