Vigili del Fuoco: manca un presidio sul Lago di Como, impensabile nel 2026

Vigili del Fuoco denunciano mancanza di presidio sul Lago di Como, critiche su organizzazione e mezzi.

La protesta dei Vigili del Fuoco sul Lago di Como si fa sentire con forza, denunciando una situazione di criticità che, a detta dei sindacati, non è più sostenibile nel 2026. I rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali provinciali (CGIL VVF, UIL-FP VVF, FNS CISL e Federdistat VVF) hanno lanciato un grido d’allarme, sottolineando una pericolosa sproporzione tra la gestione dell’immagine istituzionale e la risoluzione dei problemi operativi quotidiani. Il tema centrale non è la partecipazione al sociale, ma la percezione di una mancanza di attenzione alle criticità reali, che si accumulano all’interno delle sedi operative.

Organizzazione e mezzi non adeguati

Le problematiche organizzative, che continuano a generare tensioni e interventi formali delle rappresentanze, riguardano soprattutto la Sala Operativa Provinciale, al centro di denunce per gravi criticità strutturali e organizzative. Gli organici ridotti, chiamati a gestire contemporaneamente il soccorso terrestre e quello acquatico, non sono più sufficienti per affrontare la complessità crescente del territorio. I mezzi nautici, ritenuti ormai non più adeguati dagli operatori, non permettono di rispondere alle esigenze del Lago di Como, che ha superato i cinque milioni di presenze turistiche annuali.

La gestione del soccorso lacustre non è più sostenibile.

Il Lago di Como, denunciano i sindacati, non può più essere trattato come venti o trent’anni fa. Il turismo è cambiato, i volumi di persone sono cresciuti esponenzialmente e con essi la complessità degli interventi. Eppure, il ramo di Como continua a non disporre di quel presidio lacustre dei Vigili del Fuoco ritenuto ormai indispensabile. L’emergenza si fa sentire, con un presidio che manca e che rischia di compromettere la sicurezza del territorio.

Un monito per il presente e il futuro

Il comunicato si chiude con un monito chiaro, valido per il presente e per il futuro del territorio: “Il prestigio di un Comando non si misura dal numero delle fotografie pubblicate, degli eventi ai quali partecipa o dalla sua esposizione mediatica. Si misura soprattutto dalla capacità di rispondere quando un cittadino chiama il 112 e ha bisogno dei Vigili del Fuoco.” La richiesta formale all’Amministrazione è di invertire la rotta, concentrando risorse, capacità progettuale e peso politico dove serve davvero.

Se esistono tempo e budget per eventi e comunicazione, devono esistere prima di tutto per garantire una sala operativa efficiente, organici sufficienti, mezzi idonei e un dispositivo lacustre tarato sulla realtà attuale. Il Portale NDR, legato alla trasmissione telematica delle notizie di reato, ha già portato a ben due distinti stati di agitazione, evidenziando una situazione di tensione che non può più essere ignorata. Le criticità non riguardano solo la gestione operativa, ma anche la formazione dei vigili del fuoco nei giorni di riposo, con attività programmate nei giorni di libero servizio che hanno reso necessaria una nota formale a tutela della conciliazione tra vita privata e lavorativa del personale. La situazione, se non risolta, potrebbe compromettere non solo la sicurezza del territorio, ma anche la professionalità e la motivazione del personale.

Il Lago di Como, una delle mete turistiche più importanti a livello internazionale, vede muoversi milioni di passeggeri della navigazione pubblica, affiancati da diporto privato, taxi boat, charter, sport, manifestazioni e navigazione commerciale. Per questo, il presidio lacustre dei Vigili del Fuoco non può più essere visto come un’area marginale, ma come un elemento essenziale per garantire la sicurezza e la rispondenza alle esigenze di un territorio in continua evoluzione.