Morti sul lavoro in aumento nell’UE: quasi 3.400 in un anno, un dramma sottovalutato

Morti sul lavoro in UE: dati Eurostat 2024 segnalano quasi 3.400 decessi in un anno, con Francia e Italia in posizioni critiche.

Quasi 3.400 morti sul lavoro in un solo anno: un dato allarmante che mette in luce una crisi di sicurezza sul lavoro nell’Unione europea. Secondo Eurostat, il tasso di infortuni mortali nell’UE nel 2024 ha registrato un aumento del 1,4%, con numeri che mettono in evidenza una situazione drammatica, soprattutto in Paesi come la Francia, la Bulgaria e la Romania. Il confronto con i dati di altri Paesi, come la Germania e i Paesi Bassi, sottolinea una differenza significativa nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Un sistema di segnalazione che non distingue

Il sistema di segnalazione degli infortuni sul lavoro in alcuni Paesi dell’UE, come la Francia, non distingue tra infortuni causati dal lavoro e quelli verificatisi sul posto di lavoro. Questo potrebbe portare a un numero più elevato di segnalazioni rispetto ad altri Paesi, dove i sistemi di notifica sono più rigorosi. Il tasso di incidenza standardizzato degli infortuni non mortali è generalmente più elevato in Paesi come il Portogallo, la Spagna e la Francia, con rispettivamente 2.951, 2.641 e 2.550 casi ogni centomila occupati.

La situazione in Italia, purtroppo, non è isolata. Il nostro Paese, con 2,01 incidenti con esito mortale ogni centomila occupati nel 2024, si piazza al decimo posto tra i 27 Paesi dell’UE, dietro alla Francia, la Bulgaria, la Romania, la Croazia, la Lettonia, l’Austria, il Portogallo, l’Estonia e la Lituania. Seguono le altre realtà dell’Unione, tra cui segnaliamo, nell’ordine, la Spagna, la Germania e l’Olanda. Questo segnala una situazione di allarme, soprattutto se si considera che il numero di infortuni mortali è in aumento.

Le tipologie di infortuni più frequenti

All’interno del periodo preso in esame, si registrano tre tipologie di lesioni particolarmente frequenti: ferite e lesioni superficiali (29,3% del totale), lussazioni, distorsioni e stiramenti (26,3%) e commozioni cerebrali e lesioni interne (20,3%). Questi dati mettono in luce una situazione complessa, con un’alta percentuale di infortuni non mortali che non si traducono in decessi, ma che richiedono attenzione e interventi mirati. Il confronto tra Italia, Germania e Paesi Bassi mostra una differenza marcata. Mentre in Germania e nei Paesi Bassi il tasso di infortuni mortali ogni centomila occupati è particolarmente basso (rispettivamente 0,64 e 0,32), in Italia il dato si attesta a 2,01. Questo segnala una situazione di allarme, soprattutto se si considera che il numero di infortuni mortali è in aumento.

La sicurezza sul lavoro rappresenta un tema cruciale per l’UE, e i dati di Eurostat del 2024 segnalano un aumento di morti sul lavoro che non può essere ignorato. Il confronto tra Paesi con sistemi di segnalazione diversi sottolinea l’importanza di una gestione più rigorosa e trasparente. La situazione in Italia, sebbene non sia la peggiore, richiede un intervento immediato per ridurre i rischi e migliorare le condizioni di lavoro. La situazione in Italia, purtroppo, non è isolata. Il nostro Paese, con 2,01 incidenti con esito mortale ogni centomila occupati nel 2024, si piazza al decimo posto tra i 27 Paesi dell’UE, dietro alla Francia, la Bulgaria, la Romania, la Croazia, la Lettonia, l’Austria, il Portogallo, l’Estonia e la Lituania. Seguono le altre realtà dell’Unione, tra cui segnaliamo, nell’ordine, la Spagna, la Germania e l’Olanda. Questo segnala una situazione di allarme, soprattutto se si considera che il numero di infortuni mortali è in aumento.

La sicurezza sul lavoro rappresenta un tema cruciale per l’UE, e i dati di Eurostat del 2024 segnalano un aumento di morti sul lavoro che non può essere ignorato. Il confronto tra Paesi con sistemi di segnalazione diversi sottolinea l’importanza di una gestione più rigorosa e trasparente. La situazione in Italia, sebbene non sia la peggiore, richiede un intervento immediato per ridurre i rischi e migliorare le condizioni di lavoro.