Il nucleare civile e la sicurezza nazionale: il ruolo della Difesa

Il ministro Crosetto spiega il ruolo della Difesa nel nucleare civile e la sua importanza per la sicurezza energetica.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato che il nucleare civile rappresenta una componente essenziale per la sicurezza nazionale, non solo per l’energia ma anche per la continuità delle funzioni essenziali dello Stato. L’approvazione della legge delega, spiega, non autorizza la costruzione di singoli impianti, ma apre un percorso per valutare le infrastrutture strategiche e la protezione delle funzioni vitali del Paese. Il ministero della Difesa, ha chiarito, è coinvolto nel processo, ma non sostituisce il lavoro sulle rinnovabili né ridimensiona la strategia energetica nazionale.

La sicurezza energetica e il ruolo della Difesa

Secondo Crosetto, la sicurezza energetica rientra tra le responsabilità della Difesa, poiché la disponibilità di energia influisce direttamente sulla continuità delle funzioni essenziali dello Stato. Il ministro ha sottolineato che la legge delega, appena pubblicata, prevede esplicitamente il coinvolgimento del ministero nella definizione dei decreti legislativi relativi ai profili di sicurezza e alla protezione delle infrastrutture strategiche. «La Difesa non sostituisce le rinnovabili, ma si occupa di garantire la sicurezza e la continuità operativa», ha spiegato.

Un approccio tecnico e informato

Il ministro ha ribadito che le valutazioni sul nucleare devono basarsi su conoscenze tecniche e distinguere le possibilità della ricerca da quelle effettivamente disponibili. «La “nuova generazione” non può diventare una formula per evitare di rispondere a domande cruciali come sicurezza, tempi, costi e combustibile», ha avvertito. L’obiettivo, ha aggiunto, è costruire un confronto serio e informato, in cui i cittadini non vengono considerati ostacoli da aggirare, ma vengono coinvolti nel dibattito. «Devono entrare nel confronto, insieme alle valutazioni scientifiche ed economiche», ha sottolineato. L’Italia, ha ricordato Crosetto, aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare, che si basa su «disarmo, non proliferazione e diritto agli usi pacifici dell’energia nucleare». Il percorso legislativo italiano, ha chiarito, riguarda energia, ricerca, sicurezza degli impianti e gestione dei materiali, ma non implica un programma militare nucleare. Il ministero ha anche commissionato un sondaggio sull’atteggiamento degli italiani verso il nucleare, emerso «un certo interesse, soprattutto tra i giovani, e una fiducia nelle Forze armate».

Un mix energetico complesso

Crosetto ha presentato il nucleare come una componente possibile di un sistema energetico più ampio, insieme alle rinnovabili, alle reti, agli accumuli, all’efficienza e alla gestione della domanda. «Il nucleare va considerato nel quadro del mix energetico», ha spiegato, aggiungendo che la valutazione riguarda anche «la disponibilità di produzione programmabile a basse emissioni». L’obiettivo, ha concluso, è rendere il tema comprensibile e affrontarlo senza chiedere «un’adesione sulla base di uno slogan».