Vannacci e Futuro nazionale: indagine sulla sovrapposizione militare e politica

Indagine della procura militare su militari di Futuro nazionale per presunta violazione di doveri.

Procura militare indaga su militari di Futuro nazionale per presunta violazione di doveri
Procura militare indaga su militari di Futuro nazionale per presunta violazione di doveri

Vannacci, leader di Futuro nazionale, è al centro di un’indagine della procura militare di Roma, che esamina eventuali violazioni di doveri da parte di militari che avrebbero ricoperto ruoli politici nel partito. L’indagine, avviata su un esposto presentato da un sindacato militare, riguarda la sovrapposizione tra attività militari e attività politiche, un tema sensibile e dibattuto nel contesto italiano. L’evento si colloca in un momento di tensione politica, con la destra in silenzio e la Lega di Matteo Salvini che ha lanciato Vannacci nell’agone politico. L’indagine, tuttavia, non riguarda solo Vannacci, ma potrebbe coinvolgere altri militari del partito.

Un esposto di quattro pagine e un’indagine in corso

L’esposto, firmato da un sindacato militare guidato da Luca Comellini e da un avvocato specializzato in diritto militare, ha portato all’apertura di un fascicolo presso la procura militare di Roma. L’obiettivo è verificare se alcuni militari in servizio abbiano ricoperto ruoli politici all’interno di Futuro nazionale, spendendo la loro qualità militare in contesti pubblici o in attività di propaganda. L’indagine, tuttavia, si svolge in una fase esplorativa, senza indagati definiti. Il procuratore generale Marco De Paolis, noto per aver guidato i processi derivanti dall’«armadio della vergogna», ha firmato la nota che ha dato avvio all’indagine.

La nota chiede di «verificare se, per le persone indicate, siano stati concretamente assunti incarichi di rappresentanza politica, svolte attività di propaganda o tenute condotte pubbliche spendendo la qualità militare, in luoghi, tempi o modalità rilevanti ai sensi dell’ordinamento». Il testo dell’esposto, che ha originato l’apertura del fascicolo, è stato inviato anche alla procura ordinaria, con l’obiettivo di verificare l’eventuale riproposizione da parte del partito di Vannacci del «nucleo dottrinale antidemocratico e il metodo di lotta» proprio del fascismo.

Le reazioni di Vannacci e dei suoi avvocati

Vannacci ha risposto con una dichiarazione in cui ha sottolineato che non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato né comune né militare. L’avvocato Giorgio Carta, suo difensore, ha affermato che l’eventuale questione potrebbe essere posta sul piano disciplinare, ma non certo su quello penale, in assenza di una specifica norma incriminatrice. L’indagine, secondo Vannacci, è infondata, poiché il movimento non è ispirato al fascismo e non si sta ricostituendo il disciolto partito fascista. Non si sta ricostituendo il disciolto partito fascista e neanche nulla nel nostro movimento è ispirato a quella stagione storica, è una denuncia totalmente infondata, ma siamo disponibili a ogni tipo di accertamento», dice l’avvocato Giorgio Carta, difensore del generale. L’indagine, tuttavia, ha suscitato preoccupazioni anche a livello internazionale, con il Financial Times che ha definito Vannacci «il cavallo di Troia dell’influenza russa in Italia».

La destra, in generale, ha mantenuto un atteggiamento di taciturnità sulla notizia dell’indagine, anche se alcuni esponenti, come Vincenzo Camporini, hanno espresso opinioni critiche nei confronti di Vannacci. Camporini, ex capo di Stato maggiore della difesa, ha definito il messaggio di Vannacci «devastante» e «incarnazione delle più becere espressioni del populismo estremo». L’indagine, quindi, non solo riguarda un singolo individuo, ma potrebbe rappresentare un momento di svolta per Futuro nazionale e per il dibattito politico italiano.

Il malumore nell’ambiente delle stellette per la sovrapposizione continua fra le divise e le rodomontate di Futuro nazionale serpeggia da mesi. Il rischio che il generale usi la vicenda per atteggiarsi a martire e polarizzare ancora il dibattito con i fratelli-coltelli è altissimo. Se provasse poi a fare, più o meno implicitamente, un appello ai colleghi delle forze armate sarebbe un disastro. Per il Paese, non solo per la maggioranza di governo.