Il Concordato Preventivo Biennale si rafforza: nuova efficacia e maggiore serenità per i contribuenti

Il Concordato Preventivo Biennale si rafforza con nuove misure e maggiore efficacia, migliorando la relazione tra contribuenti e Agenzia delle Entrate.

Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) si conferma uno strumento sempre più efficace e appetibile per i contribuenti, grazie a un restyling che ha migliorato la sua applicazione e la sua fruibilità. È quanto ha sottolineato Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, durante il webinar “Il Concordato Preventivo Biennale 2026: nuove adesioni, rinnovi dell’opzione e dichiarazione degli imponibili concordati”, organizzato dalla Fondazione nazionale dei commercialisti. Alla manifestazione, hanno partecipato il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone e il Vicepresidente del Consiglio nazionale dei commercialisti con delega alla fiscalità Vincenzo Moretta, alla presenza di circa 3.500 professionisti da tutta Italia.

Un cambio di paradigma nel rapporto fisco-contribuente

De Nuccio ha sottolineato come il CPB, dopo un primo biennio che ha registrato un aumento di 38 miliardi di imponibile rispetto al 2022, abbia visto l’introduzione di nuove misure che ne hanno ampliato l’efficacia. “Sono stati introdotti interventi di restyling che migliorano e amplificano l’efficacia dello strumento”, ha spiegato, aggiungendo che tali modifiche nascono anche da segnalazioni e proposte avanzate dal Consiglio nazionale dei commercialisti.

Le novità del CPB hanno ridotto i timori relativi all’impianto sanzionatorio e hanno reso l’istituto più flessibile.

“Misure che lo rendono particolarmente appetibile, in una logica di maggiore serenità per i titolari di partita Iva nel rapporto con l’amministrazione finanziaria”, ha sottolineato de Nuccio. L’obiettivo è far rientrare il CPB all’interno delle normali logiche di funzionamento delle dinamiche dichiarative, riducendo la contrapposizione tra contribuente e amministrazione finanziaria.

Un ruolo sempre più strategico per i commercialisti

“I commercialisti assumono sempre più la funzione di garanti della legalità nell’interesse dei cittadini, del Paese e del sistema economico nazionale”, ha affermato de Nuccio, sottolineando come il CPB abbia contribuito a un cambio di paradigma nel rapporto tra fisco e contribuente. “Un momento di fiducia e trasparenza nel quale i commercialisti sono una parte essenziale”, ha concluso.

Il CPB non va letto come un’eccezione, ma come un’opzione integrata nel sistema fiscale.

Il Viceministro Maurizio Leo ha sottolineato come l’istituto abbia permesso una maggiore certezza e semplificazione, permettendo al contribuente di valutare con attenzione l’istituto. “Grazie allo spettro degli interventi che abbiamo realizzato c’è una determinazione forfettaria che consente al contribuente di valutare con attenzione l’istituto”, ha detto, aggiungendo che le misure premiali sono un’opportunità non solo per chi entra per la prima volta nel CPB, ma anche per chi rinnova il concordato preventivo biennale. Vincenzo Carbone, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha ribadito che “l’Agenzia non è e non può essere considerata una controparte, ma una pubblica amministrazione al servizio del cittadino e del professionista”. Ha sottolineato la necessità di un confronto reale e trasparente tra Agenzia e commercialisti, finalizzato a risolvere i problemi e a migliorare l’applicazione del CPB.

“L’investimento dell’Agenzia per rendere sempre più fruibile e di più di facile applicazione il CPB è un impegno variegato”, ha affermato Carbone, che ha spiegato come l’Agenzia stia adottando misure per semplificare l’applicazione del CPB, tra cui l’aggiornamento dei modelli di dichiarazione dei redditi e l’implementazione del software per il calcolo delle proposte del CPB. “Il CPB non va letto come un’eccezione e dobbiamo anche superare la logica del regime opzionale”, ha concluso de Nuccio, sottolineando come il CPB debba rientrare nella fisiologica narrazione del rapporto tra Agenzia delle Entrate e contribuente. “E siamo convinti che nel 2025 il dato aumenterà ancora”, ha aggiunto, confermando la crescita del sistema.