Andrea Sempio, indagato per omicidio: difesa contesta interpretazione delle prove
Difesa di Andrea Sempio contesta interpretazione delle prove nel processo per omicidio di Chiara Poggi.

Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, si difende contro accuse che vedono nel suo comportamento un movente legato a video intimi. La difesa, guidata dall’avvocato Liborio Cataliotti, contesta l’interpretazione delle prove e sottolinea come ogni elemento debba essere vagliato razionalmente. Dopo la chiusura delle indagini notificata giovedì, i legali del 38enne stanno elaborando contromosse per ribattere punto per punto alle accuse.
Prove interpretate male
Un elemento chiave del processo è un foglietto trovato nella spazzatura, che i carabinieri hanno recuperato il 26 febbraio 2025. Il testo, che include parole come “Inizio scoperta”, “cane”, “colpi da…”, e “assassino”, è stato interpretato come un’indicazione di colpevolezza. Tuttavia, l’avvocato Cataliotti ha spiegato che si tratta di una scaletta per un video che Sempio avrebbe dovuto realizzare per uno spettacolo. “Lo scritto non è altro che la rappresentazione di una scaletta di un contributo audio che avrebbe dovuto realizzare Andrea Sempio”, ha chiarito il legale.
La difesa sostiene che ogni prova debba essere vagliata razionalmente. L’avvocato ha concluso dicendo: “Lo dico per dimostrare come ogni singola prova meriti di essere vagliata razionalmente e sottoposta alle controdeduzioni del difensore prima di essere presa per buona”. Questa posizione riflette la strategia della difesa per smontare le accuse e ribattere con dati e contestazioni.
Chiara Poggi non aveva mai parlato di avance
Secondo le dichiarazioni di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio, Chiara Poggi non aveva mai parlato al fidanzato di avances da parte di Andrea Sempio. Lo ha confermato lui stesso nell’audizione del 20 maggio 2025. Inoltre, Stasi ha detto di non aver mai avuto sospetti sul fratello Marco Poggi riguardo alla conoscenza dei video intimi.
Marco Poggi ha spiegato che, se si deve dare una spiegazione, l’unica plausibile è che Sempio abbia preso una penna usb che c’era in camera di Chiara. La consulenza informatica della Procura ha rivelato che uno dei video è stato lasciato memorizzato sulla chiavetta in modo leggibile, potendo rimanere circa un mese. Era custodito in una pen drive in casa Poggi, in una cartella criptata a cui Sempio avrebbe avuto accesso o con la presenza di Marco o rubato.
La Procura ha sottolineato che non si può escludere che Chiara avesse aperto la cartella con file pornografici. Questo elemento, insieme ad altri, ha portato i pm a ritenere che le responsabilità di Sempio si intreccino con quelle di Stasi. La difesa, però, continua a sottolineare che ogni prova deve essere vagliata razionalmente e sottoposta alle controdeduzioni del difensore prima di essere presa per buona.
Il caso di Andrea Sempio rimane un’indagine complessa, con elementi che si intrecciano tra passato e presente, tra accuse e difesa. La verità, per ora, resta ancora da chiarire.
