Monitoraggio del fiume Liri in corso, il Contratto di fiume promuove una governance condivisa per la tutela ambientale

Iniziato il monitoraggio del fiume Liri, il Contratto di fiume promuove una governance condivisa per la tutela ambientale.

Il fiume Liri è sotto osservazione dopo la moria di pesci verificatasi nell’agosto 2026 a Capistrello. L’iniziativa, che prevede l’installazione di un sistema di controllo in tempo reale, è il primo passo di un percorso condiviso tra il Contratto di Fiume della Valle del Liri e la Regione Abruzzo. L’obiettivo è creare una forma di governance dell’acqua volta a coordinare enti, istituzioni e competenze per individuare le cause degli episodi anomali e intervenire tempestivamente.

Monitoraggio tecnologico e collaborazione istituzionale

Il piano prevede l’installazione di sonde multiparametriche in punti sensibili del fiume, in grado di rilevare i parametri ambientali ogni 15 minuti e attivare allarmi automatici in caso di valori anomali. Parallelamente, un campionatore automatico refrigerato permetterà di prelevare acqua per analisi su pesci, macroinvertebrati e sedimenti. La Regione Abruzzo ha espresso disponibilità a sostenere l’iniziativa, partendo dalla condivisione dei dati esistenti e dalla definizione delle ulteriori verifiche necessarie. La sfida è trasformare la collaborazione istituziale in un sistema stabile di prevenzione. Il Contratto di fiume, come strumento di coordinamento, conoscenza e tutela ambientale, è indispensabile per superare controlli frammentati e interventi che rischiano di arrivare quando l’evento inquinante è già passato. I costi delle centraline e del controllo per i successivi due anni rientrano negli interventi già finanziati dalla Regione nell’ambito del Contratto di fiume Liri, attraverso i fondi FSC e FESR 2021-2027.

Un approccio condiviso per la tutela del patrimonio idrico

Il monitoraggio si concentrerà nel tratto compreso tra Capistrello e Balsorano, con l’obiettivo di individuare le anomalie mentre si manifestano e raccogliere dati utili a risalire alle loro cause. Tra i fattori da verificare figurano il collegamento idraulico con il Fucino, gli scarichi e gli sfioratori dei depuratori della Valle Roveto, le derivazioni e le restituzioni idriche, con possibili variazioni di portata e temperatura. Si tratta di fattori da accertare attraverso misurazioni e analisi, senza anticipare conclusioni sulle responsabilità.

Il progetto prevede l’attivazione di un tavolo tecnico che coinvolga diversi enti competenti. ARTA, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, Consorzio di Bonifica Ovest, Autorità di bacino, Consorzio Acquedottistico Marsicano, Genio Civile e altri enti competenti saranno coinvolti per garantire una gestione condivisa e coordinata. La tutela del Liri non significa soltanto intervenire dopo una moria di pesci, ma conoscere le dinamiche del fiume, misurare gli effetti delle attività umane e individuare tempestivamente le situazioni di rischio.

Il Contratto di fiume può diventare il luogo in cui le informazioni si trasformano in decisioni e le competenze dei singoli enti convergono in una strategia comune. Un passaggio necessario per proteggere l’ecosistema del Liri, garantire maggiore trasparenza sui controlli e costruire una tutela concreta del patrimonio idrico della Valle Roveto. La vera misura del successo sarà la capacità di passare dal monitoraggio alla prevenzione, e dalla disponibilità dichiarata delle istituzioni a risultati verificabili sul campo.