Benevento Social Film Festival: il cinema racconta il coraggio di chi cambia il mondo
Il Benevento Social Film Festival ha celebrato storie di coraggio e inclusione con premi a corti e lungometraggi che raccontano la vita reale.
Il Benevento Social Film Festival, nella sua XVIII edizione, ha celebrato il coraggio di chi, ogni giorno, sceglie di agire per il bene altrui, per l’inclusione o per il cambiamento. Dalla disabilità ai diritti, dalla memoria storica alla libertà di scegliere il proprio futuro, il Festival ha reso visibili storie di persone comuni che, attraverso il cinema, hanno trovato la forza di trasformare il loro destino e quello degli altri. La manifestazione, che si è svolta a Benevento il 11 ottobre 2026, ha visto la partecipazione di registi, attori, studenti e pubblico, tutti coinvolti in un percorso di riflessione e confronto su temi sociali e culturali di grande rilevanza.
Storie di coraggio e inclusione
Il Festival ha visto la vittoria di Zona Cesarini, cortometraggio della sezione DivAbili, diretto da Maryam Rahimi. La storia di una madre sorda che si trova di fronte a una situazione drammatica e decide di intervenire per salvare la vita di un giovane ha ribaltato gli stereotipi sulla disabilità, mostrando come la capacità di agire non dipenda dal tipo di condizione fisica, ma dalla determinazione e dal coraggio. Il film ha ricevuto un riconoscimento speciale per la sua capacità di restituire una voce e una forza a una protagonista che, pur essendo sorda, ha trovato il modo di comunicare e agire.
Altra opera premiata è stata L’ospite, cortometraggio di Alberto De Grandis, che ha vinto il Premio Drinkorto 2026. L’opera, presentata nell’ambito di un’iniziativa che promuove il confronto tra pubblico e registi, ha suscitato emozioni e riflessioni su temi di relazione, empatia e inclusione. Due menzioni speciali sono state conferite a Cenere al vento e a Iva Inclusa, due opere che hanno messo in luce le sfide quotidiane di persone con disabilità e le opportunità offerte dal cinema come strumento di trasformazione sociale.
Il cinema come strumento di cambiamento
Il Festival ha visto anche la partecipazione attiva degli studenti, che hanno premiato Antonino, cortometraggio di Angelo Campolo. La storia, ispirata a esperienze reali, racconta il teatro come opportunità di cambiamento per adolescenti sottoposti a percorsi giudiziari. Il film ha messo in luce la possibilità di riscrivere il proprio futuro, anche quando sembra già segnato. La sezione School and University ha visto gli studenti assumere il ruolo di giurati, rendendosi protagonisti attivi dell’esperienza cinematografica. Il Festival ha inoltre consegnato il Premio Cortincarcere, assegnato alla giuria composta da persone detenute nella Casa Circondariale di Benevento, a As the Sea, un delicato racconto d’amore tra due persone con disabilità. Il Premio Antinoo Movie, promosso dal Comitato Arcigay Antinoo di Napoli, è andato a Embrasse-moi, un cortometraggio che esplora le relazioni umane, l’identità e le aspettative sociali. Questi riconoscimenti hanno sottolineato l’importanza del cinema come strumento di inclusione e di dialogo tra diverse realtà.
Un festival che lascia aperte le domande
Francesco Tomasiello, ideatore del Benevento Social Film Festival ArTelesia, ha sottolineato che diciotto edizioni rappresentano molto più della storia di una manifestazione cinematografica. Sono anni di incontri, di ragazzi che hanno scoperto attraverso il cinema storie e realtà lontane dalla propria esperienza, di scuole che hanno scelto di condividere con il Festival un percorso educativo e culturale. «Credo che il nostro traguardo più importante sia proprio questo: aver avvicinato migliaia di giovani a un cinema che insegna a guardare oltre le apparenze, a riconoscere le fragilità degli altri e a interrogarsi sul mondo», ha detto Tomasiello.
Antonio Di Fede, direttore artistico del Festival, ha sottolineato il valore delle opere selezionate e il significato del tema scelto per questa edizione: «Abbiamo voluto raccontare gli eroi del nostro tempo, liberandoli dall’immaginario della straordinarietà. I film presentati ci dimostrano che il coraggio può avere il volto di una madre, di un ragazzo che cerca una seconda possibilità, di una persona che difende la propria identità o di chi sceglie di aiutare gli altri. Gli eroi di oggi sono persone comuni che trovano il coraggio di cambiare le cose. La ricchezza di questa edizione sta nella diversità degli sguardi e nella capacità dei registi di affrontare temi complessi con sensibilità e originalità. Ma soprattutto nella risposta dei giovani, che attraverso queste storie hanno dimostrato quanto il cinema sappia ancora parlare alle nuove generazioni».
